martedì 27 dicembre 2011

Cartolina di Natale


Anche nel lager puntuale arrivava il Natale, ma gli auguri dovevano "passare" il visto della censura. Andò bene in questo caso e la cartolina postale arrivò a destinazione, quando precisamente non mi è dato di sapere, so invece che fu spedita dal campo di Lipsia il 24 dicembre 1944, la vigilia di Natale, e che da 67 anni arriva puntuale ad ogni nostro Natale.
Significativa l'immagine evocata da Aldo B., un fidentino rimasto sempre fidentino anche se trapiantato a Milano. L'immagine "sognata" è quella del nostro Duomo. Ma ecco il testo che trascrivo per rileggerlo ancora una volta:

"Duomo? Com'è più bello ed argentino.-
Il noto fischio, un colpo di porta ci scuote.
Era un sogno.-
Com'è buffa la vita!-
Ti abbraccio tuo Aldo."


http://www.ponziettore.it/memorie.html 

lunedì 26 dicembre 2011

Posta di Natale nel lager

Anche nel lager puntuale arrivava il Natale, ma gli auguri dovevano "passare" il visto della censura. Andò bene in questo caso e la cartolina postale arrivò a destinazione, quando precisamente non mi è dato di sapere, so invece che fu spedita dal campo di Lipsia il 24 dicembre 1944, la vigilia di Natale, e che da 67 anni arriva puntuale ad ogni nostro Natale. 
Significativa l'immagine evocata da Aldo B., un fidentino rimasto sempre fidentino anche se trapiantato a Milano. L'immagine "sognata" è quella del nostro Duomo. Ma ecco il testo che trascrivo per rileggerlo ancora una volta:

                                       "Duomo? Com'è più bello ed argentino.-
                                         Il noto fischio, un colpo di porta ci scuote.
                                         Era un sogno.-
                                         Com'è buffa la vita!-
                                         Ti abbraccio tuo Aldo."

http://www.ponziettore.it/memorie3.html#natale44

domenica 25 dicembre 2011

Appuntamento con la storia


Appuntamento con la storia il 4 gennaio alle ore 17.30 al Ridotto del Teatro Magnani con la presentazione del volume: "Notte e alba prima di una Cattedrale", di Umberto Primo Censi e Gianandrea Allegri, che narrano, anche attraverso nuove fonti, la storia della Pieve-santuario di Borgo San Donnino dal IX al XII secolo. Il volume è edito dal Comune di Fidenza. (dal sito del Comune di Fidenza).
Il settimanale diocesano "il Risveglio" ha pubblicato venerdì 23 novembre una intervista con gli autori .

Il filmato riprende la facciata del Duomo di Fidenza da un dipinto del Pittore Ettore Ponzi. Della musica e della cantata che accompagna la visione siamo debitori alla Corale "Pueri et Juvenes Cantores" della Cattedrale di Fidenza del Maestro Luca Pollastri. 

giovedì 15 dicembre 2011

La Pieve-santuario di Borgo San Donnino nei secoli IX-XII

Appuntamento con la storia il 4 gennaio alle ore 17.30 al Ridotto del Teatro Magnani con la presentazione del volume: “Notte e alba prima di una Cattedrale”, di Umberto Primo Censi e Gianandrea Allegri, che narrano, anche attraverso nuove fonti, la storia della Pieve-santuario di Borgo San Donnino dal IX al XII secolo. Il volume è edito dal Comune di Fidenza. (dal sito del Comune di Fidenza)


Gli autori

Umberto Primo Censi i suoi interessi di studio e di ricerca sono rivolti in modo particolare alla storia delle istituzioni ecclesiastiche e della società . Tra le sue pubblicazioni anche alcuni fondamentali contributi per la conoscenza del nostro territorio nell’Alto Medioevo e l’affermarsi della potente dinastia dei Pallavicino. Tra lew opere più recenti “Uomini e terra della Cattedrale di Parma  nel Medioevo”(2008)

A Gianandrea Allegri si deve in particolare un’attenta  indagine storico-archeologica sull’antico territorio tra la Via Emilia e il Po compreso  tra il Taro e l’Arda. Nel 1989 ha  collaborato con Carlo Soliani e Paolo Capelli alla stesura del primo volume “Nelle Terre dei Pallavicino”.    

Intervengono

S.E. Mons. Carlo Mazza Vescovo di Fidenza.
Dott. Prof. Marzio Dall’Acqua Soprintendente ai Beni Archivistici dell’Emilia Romagna.
Prof. Lina Callegari Assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Fidenza.
Prof. Guglielmo Ponzi direttore della collana “il Trabucco”.   

lunedì 12 dicembre 2011

Adorazione dei Magi a Roncole Verdi



L'imperdibile incanto del Natale riaffiora anche in questa antica Adorazione dei Magi dipinta sulla parete della navata di destra della Chiesa di Roncole Verdi e accompagnata dalla scritta "Quem genuit adoravit" , da riferirsi ovviamente alla maternità divina di Maria, come osserva Adriano Gervasoni, autore di una interessante guida artistica della chiesa di Roncole.
Nell'affresco databile agli inizi del Cinquecento, la Madonna è seduta e tiene in braccio il Bambino, che sembra ritrarsi intimorito dai Magi, rappresentati nelle varie fogge e diverse età. Da notare l'atteggiamento protettivo di Maria e il gesto di san Giuseppe che addita il piccolo Gesù ai re venuti dal lontano Oriente per adorare il Dio Bambino. Come si può vedere, il Bambino indossa una collanina e un braccialetto in corallo, monili che rispecchiano l'uso del tempo, ma che in questo contesto sembrano assumere un notevole valore simbolico, in quanto evocano il suo futuro sacrificio e la resurrezione.
Dai tratti europei Melchiorre, il più vecchio dei tre Magi, si scopre il capo e si inginocchia per primo, porgendo al Bambino una pisside d'oro, dono che simboleggia la sua regalità; lo segue, in attesa di rendere omaggio al Re dei re, l'asiatico Gasparre, con l'incenso simbolo della divinità e della venerazione che dobbiamo a Cristo; e infine l'africano Baldassarre, con la mirra, il balsamo che prefigura la sua passione e morte. In lontananza un lungo corteo con cavalli e cammelli sintetizza efficacemente l'espressione profetica di Isaia: "Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano; le tue figlie sono portate in braccio" (Is 60, 3-5) . E ancora: "Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba portando oro e incenso e proclamando la gloria del Signore".


Guglielmo Ponzi
(Pubblicato dal settimanale diocesano  il Risveglio, 18 dicembre 2009)

domenica 11 dicembre 2011

Stalag XVIIA: due immagini

Peinture Stalag 17A par A. Williot

L'immagine, tratta da un sito francese, si riferisce al campo di internamento XVIIA localizzato nelle vicinanze di Vienna. Il campo ospitava prevalentemente prigionieri francesi ed inglesi, gli italiani erano qualche centinaio, tra questi per un limitato periodo anche il pittore fidentino Ettore Ponzi. Nel diario questo lager viene ricordato come quello in cui "Feci amicizia con alcuni pittori di altri paesi e potei disegnare e acquerellare molti ritratti, specialmente di francesi che si mettevano in fila e aspettavano il loro turno."

Mons. Bajardi in un dipinto di Antonio Bresciani

Al primo piano dell'antico Vescovado (un insieme architettonico la cui incidenza sul piano urbanistico è stata ben evidenziata da Gianpaolo Gregori nel bel catalogo della mostra dedicata all'Isola del Vescovo), la stanza più grande, che si affacciava verso la piazza del Duomo, fungeva da sala di rappresentanza ed era denominata "sala dei ritratti", in quanto tutt'intorno alla volta ornata a grottesche correva un lungo fregio con inseriti i tondi dei ritratti dei vescovi fidentini. La sequela dei medaglioni affrescati era stata costantemente aggiornata, a partire dal primo vescovo di Borgo, il nobile sarzanese Papirio Picedi eletto nel 1603, fino a monsignor Mario Vianello passato nel 1943 a reggere l'Arcidiocesi di Perugia.

martedì 6 dicembre 2011

La Battaglia di Anghiari ed i buchi del Sindaco Renzi

Copia di Paul Rubens della parte centrale del dipinto di Leonardo da Vinci.
L'originale dovrebbe essere nascosto dal dipinto, stesso soggetto, del  Vasari
 nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze

Si e' conclusa da poche ore la fase di ricerca della 'Battaglia di Anghiari' di Leonardo da Vinci nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. La ricerca, condotta con l'utilizzo di una sonda endoscopica, sull'affresco di Giorgio Vasari si è fermata a 6 dei 7 buchi autorizzati, 14 quelli chiesti dal direttore scientifico dei lavori, l'ingegner Maurizio Seracini. L'esplorazione, che si concluderà a fine mese, si poneva come obiettivo quello di accertare l'esistenza dell'affresco di Leonardo da Vinci sottostante a quello del Vasari.

domenica 4 dicembre 2011

Mario Alfieri: un quadro lungo una vita



Mario Alfieri nasce a San Piero a Sieve il 16 maggio 1931, la famiglia si trasferisce nel 1935 a Fidenza dove inizia a dipingere nel 1952.   Autodidatta non si rifà ad alcuna scuola o maestro in particolare, mantiene stretti rapporti con i pittori Ettore Ponzi ed Oreste Emanuelli.  Bohémien per definizione, riservato esprime tutto con la sua pittura ricevendo numerosi riconoscimenti.

mercoledì 30 novembre 2011

Il martirio di S. Andrea nell'arte


Immagine ripresa dal sito "Santi e Beati"

Andrea, già discepolo di Giovanni Battista, comunicò al fratello Pietro di aver incontrato il Messia. Entrambi furono chiamati dal Maestro sulle rive del lago per diventare "pescatori di uomini". Crocifisso a Patrasso é particolarmente venerato nella Chiesa greca.

sabato 26 novembre 2011

L'Oratorio della Visitazione di Chiusa Viarola

Nel nostro post del dicembre scorso (il post è stato poi riproposto) relativamente all'attribuzione della tela dell'Oratorio della Visitazione di Chiusa Viarola (una frazione di Fidenza) si affermava: 

giovedì 24 novembre 2011

Avvento: una raccolta di composizioni di Don Lino Cassi

Fidenza, il viale d'ingresso del Seminario Vescovile
"L'Avvento pone in questione la disponibilità ad aprirsi a un Altro, che il linguaggio delle profezie annuncia come il dono promesso da Dio all'uomo. E' punto cruciale, questo, oggi: ciò che rende spesso impossibile la fede è l'autosufficienza, l'incapacità a guardare oltre se stessi, l'indisponibilità a ridiscutere l'affermazione che siamo noi stessi al centro della vita e della storia. Chi proclama il venire di un Altro nella storia degli uomini, interpella a questo livello di profondità l'interlocutore d'oggi immerso in un clima culturale e di costume che fa riferimento ai problemi sopra evocati. L'anno liturgico si snoda, a partire dall'Avvento, in continua dialettica con il problema della fede: conduce a interrogarsi sulla possibilità e sul senso del vivere in maniera autenticamente religiosa. Porta cioè alle questioni decisive che originano poi la possibilità di una vita cristiana."
Dalla lettera pastorale 1988-89 del Cardinale Carlo Maria Martini 

domenica 6 novembre 2011

"Tu es Petrus" eseguito dalla Corale S. Donnino Città di Fidenza


Il brano che proponiamo è stato eseguito dalla Corale S. Donnino Città di Fidenza, diretta dal Maestro Giovanni Chiapponi, il 29 ottobre 2011 nella Cattedrale di Fidenza in occasione del concerto per il 50 anniversario di fondazione.

La Sacra Famiglia della chiesa di Borghetto di Noceto


Questo bel dipinto, adottato come emblema per l'anno pastorale 2011-2012, appartiene alla chiesa parrocchiale di Borghetto, ove risulta genericamente attribuito a un ignoto pittore fidentino della seconda metà del Seicento.
In effetti il vivace colorismo e la figura della Vergine sembrano risentire dell'eco cremonese e in particolare malossiana, che contraddistingue le opere dei più noti pittori borghigiani del tempo.

martedì 25 ottobre 2011

venerdì 21 ottobre 2011

Devastata la sede Dell'Associazione Nazionale Reduci di Prigionia


BLACK BLOCK, INFILTRATI  TRA GLI “INDIGNATI”, HANNO ATTACCATO A ROMA SABATO 15 OTTOBRE 2011, IN VIA LABICANA 15A, LA SEDE DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE

Alcune bombe carta sono esplose nei locali dell’ANRP che, come è noto, custodisce tra l’altro la preziosa documentazione d’archivio degli ex IMI - Internati Militari Italiani, i 650.000 che dopo l’8 settembre 1943  subirono la deportazione e l’internamento nei lager nazisti. 

martedì 18 ottobre 2011

Medaglia d'Onore ad internati nei campi di concentramento



Inverno 1944-1945 nel Campo di Wietzendorf
Alla lista dei fidentini che hanno richiesto ed ottenuto la Medaglia d'Onore in quanto internati, civili o militari (IMI), nei campi di concentramento nazisti, si aggiungono ora altri quattro ex-internati militari.

giovedì 13 ottobre 2011

Le pietre parlanti del Duomo di Fidenza


...................
La cattedrale è lì, aperta.
Sulle pagine di pietra
giorni, vento, pioggia e smog
non cessano di scrivere
il loro quotidiano racconto.
.........................
Dalla composizione di Lino Cassi "I due volti"

martedì 11 ottobre 2011

Un ponte con l'Albania nella Pittura di Ettore Ponzi

Cartolina dall'Albania 1930-40
Quella che segue è la traduzione di Irena Qordja 
dello scritto di Faik Skopeci apparso sulla rivista Mbrojtja del Ministero della Difesa dell'Albania. L'articolo è stato da noi presentato nel post Albania il Paese delle aquile (Shqipëria). Abbiamo apportato alla traduzione solo lievi correzioni linguistiche rispettando il resto.

sabato 8 ottobre 2011

9 ottobre - San Donnino Patrono di Fidenza


San Donnino attraverso il torrente
(Ettore Ponzi: olio su tavola)
Secondo la tradizione fu martirizzato nella città di Fidenza il 9 ottobre del 299. Era verosimilmente un soldato al servizio dell'imperatore Massimiano Erculeo, per il quale aveva una mansione importante anche se a noi sconosciuta; secondo i bassorilievi del Duomo di Fidenza che ne narrano la storia, costui sarebbe stato destituito dal suo incarico a causa della sua conversione al Cristianesimo, venne in seguito perseguitato e infine inseguito e raggiunto per ordine dell'Imperatore lungo le rive del fiumeStirone e su quel luogo decapitato.

venerdì 7 ottobre 2011

Nell'imminenza della festa patronale una lodevole iniziativa in Piazza Duomo

Tra il Duomo ed il palazzo vescovile sono stati installati due cartelloni di particolare effetto che, oltre ad dare indicazioni utili, ingentiliscono questo spazio intermedio altrimenti desolato ed  adibito a parcheggio privato.

mercoledì 28 settembre 2011

Le pietre "parlanti" della Cattedrale di Fidenza


Il portale del Duomo da una foto dell'Archivio
di Etnografia e Storia Sociale della Regione Lombardia

Una nuova guida alla Cattedrale di Fidenza si aggiunge a quelle esistenti in verità non tutte di buon livello. La serietà degli autori dovrebbe garantirci  un qualcosa di veramente nuovo. Lo speriamo e per questo abbiamo inserito qui sotto l'invito alla conferenza di presentazione ripreso dal sito web della Diocesi: 

martedì 27 settembre 2011

Andrea Mainardi detto il Chiaveghino (1550-1621)



La Vergine Maria in piedi sopra la luna è circondata dagli angeli e dai santi in un quadro del Chiaveghino 

Il quadro, che  risale al 1589, si trova a Busseto nella collegiata di s. Bartolomeo
Questo notevole dipinto, appartenente all'insigne Collegiata di s. Bartolomeo di Busseto, è certamente una delle più antiche raffigurazioni dell'Immacolata Concezione esistenti nell'ambito della diocesi fidentina.

lunedì 26 settembre 2011

Una tela a Busseto del pittore fidentino Angelo Carlo Dal Verme


Una tela nell'antico convento dei Frati Minori di Busseto


Non è facile per chi si addentra  nei corridoi e nelle stanze dell’antico Convento dei Frati Minori di Busseto (oggi dei Missionari Identes), sottrarsi al fascino sottile di questa rarissima raffigurazione sacerdotale del Beato Giovanni Buralli (Parma 1208 - Camerino1289), santo parmense  forse più noto agli studiosi del francescanesimo che non al grande pubblico dei fedeli.
La tela, datata 1779 e ritenuta tra le migliori opere del fidentino Angelo Carlo Dal Verme (1748-1825), ritrae  il beato Giovanni Buralli che celebra la Santa Messa,  assistito da  un angelo, presentato nelle sconcertanti  sembianze di un  frate alato inginocchiato sul gradino dell’altare, mentre in cielo volteggiano alcuni gioiosi angioletti che reggono un  lungo cartiglio (cfr.: A.Leandri, 2007).

mercoledì 14 settembre 2011

Nicola Di Roberto pittore: alcuni nuovi lavori.

Nicola Di Roberto in divisa militare
Il nostro post 2011/08/nicola-di-roberto-pittore.html, ripreso da TWIMC ha raggiunto il pronipote del pittore negli Stati Uniti dove vive e risiede. Ci ha inviato una nota che riportiamo e alcune immagini di altri lavori conservati a Popoli, bellissima cittadina Abruzzese

giovedì 8 settembre 2011

8 settembre 1943


Bandera di Vernasca 1944 - Joseph Cahalane, irlandese, ex-prigioniero del Campo di prigionia di Fontanellato, Maria Vajenti  poi Robert (?) militare inglese, autore di un diario di guerra in mio possesso.

Un episodio tra i mille di quelle giornate convulse e drammatiche è quello raccontato nel diario che un ex-prigioniero del campo di Fontanellato ha lasciato alle sorelle Vajenti che ne protessero la latitanza tra il 1943 e il 1944 sulle colline attorno Vigoleno in Val d'Ongina. L'intero diario è stato pubblicato a mia cura dal sito inglese Prisoner of War alla pagina:
Il ricordo di Joseph Cahalane, che ho recentemente celebrato con i figli, ospiti a Fidenza, è invece ripreso alla pagina:

lunedì 29 agosto 2011

Paesaggi schipetari da Faik Skopeci


Faik Skopeci è un pittore albanese che ama e dipinge il paesaggio del suo paese con vivacità di colore e precisione di disegno. Ammirato dalle vedute albanesi che Ettore Ponzi dipinse nei lontani anni quaranta ha recentemente pubblicato su una rivista albanese un profilo del pittore fidentino. In questa pagina oltre ad alcune opere del pittore anche la sua biografia ed un recentissimo filmato in cui  vengono presentate altre sue opere.

mercoledì 24 agosto 2011

Nicola Di Roberto pittore

(Popoli [Italia] 27.6.1883- Wietzendorf[Germania] 4.9.1944)
Nell'anno 2008 l'amico Mario Cipriani, erede dell'indimenticabile parroco di Cerchio (provincia dell' Aquila ) don Salvatore Relleva (1), mi comunicò che, nell'abitazione del sopramenzionato parroco ubicata a Cerchio e abitata attualmente dalla novantenne madre Maria, erano conservati tre dipinti. Immediatamente sono andato a vederli, tanta era la curiosità.
  • Il primo rappresenta un giovane parroco:don Salvatore Relleva e reca, a destra, la firma dell'autore e la data scritta con colore rosso: "Ni(cola) Di Roberto 1931" e nel cartone posto nel retro del dipinto, usato come fondo per incorniciare l' opera, vi è la seguente scrittura a matita: " Nicola di Roberto/da Popoli Abruzzi/Milano Novembre 1931 "(misura cm. 50x65);
  • il secondo raffigura un bel volto di "Cristo" recante la firma dell'Autore e la data posta a destra sempre con scrittura di color rosso: " Ni(cola) Di Roberto 1938" (misura cm. 60x 72,5 ) ed infine 
  • l'ultimo rappresenta " La Vergine" recante la firma dell' artista e la data, questa volta posta a sinistra, con scrittura però sempre, come gli altri due, di color rosso: " Ni(cola) Di Roberto 1938 "( misura cm. 60x 75). 

martedì 23 agosto 2011

Quel mese di agosto del 1945: il ritorno dei reduci


Dentro e fuori dai campi, speranze, intralci burocratici e difficoltà di trasporti condizionarono il rientro dei militari e civili internati nei lager nazisti. Bruciava il desiderio di tornare ed il timore di quello che si sarebbe trovato al rientro. Erano i sentimenti di tutti: di chi aveva collaborato (pochi), di chi aveva accettato di lavorare o era stato costretto a farlo, di quelli che avevano rifiutato ogni forma di ricatto ed anche di quelli, troppo deboli, che non ce l'avrebbero fatta a tornare. Ma se dura fu la prigionia non facile fu il rientro, non sempre furono accolti ma guardati con interessato e gratuito sospetto. Fu così anche da noi, a sinistra un articolo del settembre 1945 del nostro settimale "Il Risveglio" che all'argomento del rientro dei reduci dedicò attenzione.
Fu l'ultima settimana di agosto che la maggior parte dei reduci fidentini tornò a casa, e non sempre, come nel caso di mio padre, la trovarono.
Ecco una breve nota di mia madre:
"  Dovendo sfollare sulle colline del piacentino per i continui bombardamenti la nostra corrispondenza s’interruppe e cominciarono le preoccupazioni per entrambi.
Poi venne la spiegazione di questa interruzione.
Io ero entrata sfollando nella zona occupata da partigiani ed allora la posta non arrivava.
Trovai il rimedio e così riprese la corrispondenza.
Arriva Aprile liberazione.  La radio da i nomi dei prigionieri liberati.
Tutte le mattine ascolto con tanta apprensione e finalmente Ten. Ponzi Ettore.Un grido e tanta gioia.
Poi il ritorno il 21 Agosto 1945 compleanno di Ambrogino."
In realtà fu una settimana dopo ma le date a quel tempo poteva assumere un significato simbolico.





lunedì 22 agosto 2011

Arte a Montescaglioso

a>MONTE / programma di comunanza e residenza per artisti
La città di Montescaglioso, comune della provincia di Matera, già sede di Oreste (organizzazione culturale e residenza d’artista presentata alla 48 Biennale di Venezia, attiva dal 1997 al 2002, attraverso incontri periodici di artisti, critici e intellettuali in alcune località italiane tra cui Montescaglioso e Matera) e dei progetti G.A.R.Ba - Giovani Artisti Residenti Basilicata, (attuati dal 2003 al 2006), è stata scelta simbolicamente come luogo del progetto a>Monte, un programma di ospitalità per artisti in un clima di stretta comunanza con la popolazione e il territorio.

lunedì 15 agosto 2011

Albania il Paese delle aquile (Shqipëria)

La rivista Mbrojtja del Ministero della Difesa dell'Albania dedica un articolo al pittore fidentino Ettore Ponzi, che in quel paese visse tre anni, dal 1941 al 1943, durante l'ultimo conflitto  mondiale. Subì Ettore il fascino di quel paese ed i suoi quadri che ha dipinto in quegli anni sono per noi una cosa preziosa. Dei tre anni passati Ettore oltre a quadri e guerra conservò altri ricordi di quella terra, ricordi di umanità e di ospitalità, ma anche di povertà e fierezza, ricordi di costumi che quasi ha tentato di introdurre, senza successo in verità, in famiglia. Abbiamo poi foto, cartoline, corrispondenza che conserviamo gelosamente. come conserviamo quel che resta di quelle coperte di lana grezza albanese preziose durante gli inverni del dopoguerra. Di lana grezza albanese anche le maglie e le calze invernali di mio padre quando dipingeva lo Stirone innevato o le colline. 
Ora l'amico Faik Skopeci rende omaggio alla memoria di mio padre questo articolo il cui titolo stesso da la misura di quanto abbia capito di mio padre. Il titolo grosso modo dice ETTORE PONZI Il pittore che trasformava i coperchi di legno delle cassette per le munizioni in tavolozze” . Dall'incerta mia traduzione penso di capire che, dopo un preambolo, viene presentata l'opera pittorica di Ettore seguendo quanto da me pubblicato o in altro modo comunicato a Faik. Alla fine qualche riferimento alla recente reciproca corrispondenza.

venerdì 12 agosto 2011

Fidenza: gli edifici storici distrutti



La Rocca di Borgo San Donnino
Eretta nel XIV secolo era il cardine del sistema difensivo della città medioevale. Colpita più volte dalle bombe nel corso del secondo conflitto mondiale fu poi completamente demolita negli anni successivi senza alcun tentativo di restauro.

giovedì 11 agosto 2011

Il mosaico di Carlo Mattioli


L’opera realizzata da Carlo Mattioli, fu commissionata per ricordare gli storici fondatori del nosocomio fidentino.
Ospedale, nel mosaico dedicato ai coniugi Cornini-Malpeli c’era anche il vescovo Garimberti che poi venne cancellato

Ai conoscitori d'arte e agli appassionati cultori di storia locale non è certamente sfuggita la recente iniziativa di collocare nell'atrio del nuovo ospedale di Vai o il grande pannello musivo di Carlo Mattioli (Modena 1911-Parma 1994), proveniente dalla vecchia sede di via Borghesi.

Commissionato nel 1964 all'artista parmense per celebrare il compimento di importanti opere di ristrutturazione, il mosaico è in realtà dedicato ai coniugi Giuseppe Comini (1676-1745) e Maria Maddalena Malpeli (1674-1759), presentati quali storici fondatori dell'ospedale fidentino. I due nobili personaggi abbigliati in abito rigorosamente settecentesco assistono, con in mano il cartiglio del progetto, allo svolgimento dei lavori mentre tra le tavole e le impalcature del cantiere si intravede l'ingresso del nuovo ospedale di via Borghesi. Il mosaico, realizzato con il concorso del Gruppo Mosaicisti Ravennati, comprende inoltre lo stemma comunale e un sintetico profilo della città, con le case e le mura di Borgo sopra le quali emergono simbolicamente il palazzo municipale e la Cattedrale. Senza troppo concedere alla retorica. la composizione si presenta nel complesso assai ricca e vivace, caratterizzata da tonalità ocracee sapientemente contrastate da improvvisi guizzi di luce.
M è soprattutto nelle figure che si rivela lo stile di un artista tra i più amati dell’ultimo Novecento italiano. L'accentuata impronta grafica, che caratterizza le immagini dei benemeriti fondatori, richiama infatti quella tipica capacità di invenzione e di poesia che proprio in quegli stessi anni Mattioli riversava sui fogli di pregiatissime edizioni d'arte. Non si può fare a meno infatti di notare nella foggia degli abiti antichi, nell'espressività dei volti e nell'eleganza degli atteggiamenti, una certa analogia con i misteriosi personaggi che popolano le pagine stendhaliane, ma anche con alcuni rari bozzetti teatrali, appartenuti all'indimenticato Pippo Campanini, già in collezione a Fidenza. Di questa esperienza fidentina di Mattioli esiste una prima versione in un inedito bozzetto con dedica al prof. Ettore Ponzi (1901-1971), illustre ginecologo di Parma, bibliofilo, amico del pittore e a quel tempo primario a Fidenza. Ed è interessante notare come nel disegno a penna ed acquarello, fosse prevista in origine la presenza di un terzo personaggio. Accanto ai due fondatori, il pittore aveva infatti inserito la solenne figura di un nuovo vescovo, con indosso gli abiti e le insegne pontificali.
Si tratta presumibilmente di Alessandro Garimberti, il vescovo diocesano che nel 1778 diede attuazione al lascito testamentario dei Cornini-Malpeli integrandolo con i beni provenienti dalla soppressione di antichi ospedali e di confraternite, tra cui quella dei Disciplinati. Il nosocomio di Borgo nasce dunque come opera pia nell'ambito della Chiesa fidentina: "Ospedale dei Poveri Infermi a favore degli ammalati bisognosi di tutto il territorio di Borgo San Donnina" (cfr. A. Aimi, "Storia di Fidenza", 2003, p. 126).
Ma la contrapposizione ideologica, ancora accesa in quegli anni, portò ad offuscare il ruolo del vescovo la cui immagine, come ci spiegava il prof. Ponzi, venne rimossa per espressa volontà del consiglio di amministrazione dell' ospedale. Del palazzo Cornini-Malpeli, fino al 1920 sede dell'ospedale e in seguito trasformato in sala cinematografica, oggi sopravvive quasi intatta la sola facciata tardo-barocca di via Berenini. All'interno della storica dimora, ricordata dai borghigiani come "l'ospedale vecchio", era stata allestita una cappella per le funzioni religiose, dotata di un altare con una "Sacra Famiglia" appositamente dipinta da Angelo Carlo Dal Verme. L'opera, di indubbio pregio, ora fa bella mostra di se nella cappella del complesso ospedaliero di Vaio.
Ben altro destino hanno avuto invece due tele settecentesche, tra cui il ritratto di Giuseppe Cornini, al quale molto probabilmente Mattioli si è ispirato per il mosaico. Questo pregevole dipinto settecentesco, insieme ad un altro più antico che ritrae un altro non identificato personaggio della famiglia Cornini, era infatti esposto presso la sala del consiglio di amministrazione dell'ospedale.
Incredibile a dirsi: negli anni '80 entrambe le tele vennero cedute, sia pur in deposito, alla Provincia di Parma, per arredare alla stregua di anonimi oggetti di antiquariato una sala di rappresentanza nella sede di piazzale della Pace.
Guglielmo Ponzi
Pubblicato sul settimanale diocesano "Il Risveglio" del 13 marzo 2009

mercoledì 10 agosto 2011

Roncole Verdi: una tela di Pietro Balestra



Santa Margherita da Cortona in una tela nella chiesa parrocchiale di Roncole Verdi
Alla regola di san Francesco, che celebra quest’anno il suo ottavo centenario, ci colleghiamo  ancora idealmente con un  quadro parrocchiale di Roncole Verdi, dipinto nel 1757 dal pittore bussetano Pietro Balestra (1711-1789). L’impronta francescana delle origini  è data  dalla presenza di sant’Antonio di Padova, santo popolarissimo anche dalle nostre parti, che  san Francesco ammirava per la sua dottrina al punto di chiamarlo scherzosamente “mio vescovo”.  Accanto a sant’Antonio, rappresentato come vuole la tradizione  con il giglio della purezza e i lineamenti delicati quasi femminei, è  facilmente riconoscibile santa Margherita da Cortona (1247-1297).

giovedì 28 luglio 2011

Diario di prigionia: penso e sogno la casa, la famiglia come pensare e sognare il paradiso

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L'agendina-diario


Premessa
Il periodo passato da Ettore Ponzi nell'aprile 1944 nel campo di Vienna fu particolarmente sofferto per la mancanza di una sufficiente alimentazione visto che non erano ammessi per gli IMI aiuti da Croce Rossa o esterni. Per un po' di tempo Ettore integrò le sue razioni utilizzando i miseri proventi che gli derivavano dai ritratti di prigionieri francesi o inglesi che eseguiva su richiesta. Alla fine dovette vendere anche i suoi strumenti di lavoro per sopravvivere.

giovedì 14 luglio 2011

Ricordo per Dante Rainieri

Dante Rainieri, noto ed affermato professionista di Fidenza, ci ha lasciato e oggi riposa nel cimitero di Cabriolo. A lui avevo dedicato uno scritto "compagni-di-prigionia"solo tre mesi fa in cui ricordavo un momento della sua vita, quella dell'internamento nei campi di concentramento tedeschi, riprendendo la sua testimonianza pubblicata dal settimanale Il Risveglio poco dopo il suo ritorno da "Reduce" a Fidenza.



lunedì 11 luglio 2011

Medaglia d'Onore ad ex-internati (IMI) nei campi di concentramento


Oltre ad Ettore Ponzi sono più di cinque i fidentini che hanno richiesto ed ottenuto la Medaglia d'Onore tra il 2010 ed il 2011. Molti mancano all'appello, si invitano pertanto gli ex-internati o, per essi, i loro familiari ad attivare la procedura, peraltro molto semplice, rivolgendosi alla locale sezione dell'associazione Combattenti e Reduci che ha sede attualmente nell'ex Convento dei Gesuiti.
Il campo di concentramento di Wietzendorf in un quadro del pittore Ettore Ponzi 

mercoledì 22 giugno 2011

Salsomaggiore Terme: non solo Liberty e Deco


Nel descrivere ed illustrare il panorama urbanistico ed architettonico di Salsomaggiore Terme ci si sofferma giustamente a quegli edifici e costruzioni minori d'inizio novecento che vengono sommariamente appellate a volte Liberty a volta Art Decò. Queste testimonianze sono tuttora in parte vitali o potenzialmente tali anche se gli assalti non sono mancati anche recentemente creando accostamenti scenografici di cattivo gusto.
In questo ha giocato un ruolo non secondario la vocazione proletaria che, dal dopoguerra in poi si è imposta in questa città altrimenti nota come villa a vocazione d'élite nei precedenti cinquant'anni.
I guasti  recenti e meno recenti sono noti ed ampiamente ripresi da stampa e riguardano non solo il centro ma le prime colline che racchiudono la conca di Salsomaggiore. 
Importante tuttavia a determinare l'attuale assetto urbanistico della cittadina sono le realizzazioni che riferiscono agli anni del fascismo che hanno portato ad un ampliamento del centro in modo razionale.
La costruzione della ferrovia Fidenza-Salsomaggiore ha dotato Salsomaggiore, oltre che ad un servizio di comunicazione e trasporto, di una stazione ferroviaria di tutto rispetto sia funzionale che architettonico.
Un altro luogo in cui prevale l'architettura fascista è Piazza del Popolo, oggi deturpata dal cemento fine a se stesso della fontana.

L'alberatura che contorna questo edificio di Piazza del Popolo
 non ci permette una migliore visione d'assieme 
Diversamente che in molte altre costruzioni il sistema dei portici
dell'edificio è assolutamente fruibile e armonico alla piazza
ed ai viali che si dipartono dalla piazza stessa

Questa cartolina del 1940 ci permette una visione più complessiva . Notiamo che  al centro della costruzione in alto un  tondo in cui era inscritto un fascio littorio. Tolto il fascio nell'euforia del 1945 rimaneva traccia dello stesso sulla pietra del tondo, la realtà è invece diversa.
Infatti una visione più ravvicinata (foto sotto) lascia intravedere un'ombratura parziale del Fascio Littorio ma più evidente è la Falce e Martello dipinta che utilizza alcuni tratti del simbolo originario.


Altri riferimenti:
artefascista.it/salsomaggiore__fascismo