sabato 20 settembre 2014

La pala seicentesca dell'Angelo custode di Pieveottoville


Fra le più recenti ed interessanti iniziative di recupero del patrimonio artistico diocesano va segnalato il restauro della seicentesca pala dell’Angelo Custode della collegiata di Pieveottoville. Promosso e finanziato dalla stessa parrocchia, l’intervento, splendidamente riuscito, è stato realizzato con la consueta cura e perizia da Francesca Ghizzoni che si è avvalsa della direzione scientifica di Mariangela Giusto della Soprintendenza ai Beni Artistici di Parma.

domenica 10 agosto 2014

La Madonna delle Grazie dipinta da Francesco Scaramuzza (1803-1886)

Tra le tante opere di ispirazione mariana di cui è ricca la nostra città, è senz'altro da ricordare la Madonna delle Grazie della chiesa di Santa Maria Annunziata: una bella tela, di chiara impronta romantica, concordemente assegnata a Francesco Scaramuzza (Sissa 1803- Parma 1886) ma di incerta datazione, oscillante tra il 1831 e il 1835.

giovedì 17 aprile 2014

Salsomaggiore, l’Ultima Cena nella chiesa dedicata a S. Bartolomeo di Guglielmo Ponzi


Salsomaggiore, l’Ultima Cena nella chiesa dedicata
a S. Bartolomeo 
Il riferimento artistico è al primo quarto del sec. XVII, in particolare all’ambito borghigiano di F. e G. Lucchi

All'interno della chiesa di San Bartolomeo, una delle ultime testimonianze farnesiane ancora esistenti a Salsomaggiore, è possibile ammirare un dipinto tipicamente pasquale: l’Ultima Cena collocata sulla parete di fondo del presbiterio. Un’ opera di sicuro interesse iconografico, che rimanda all'originaria vocazione eucaristica dell’ edificio, fondato nel 1568 dalla Confraternita ducale del SS. Sacramento.
Riferibile al primo quarto del secolo XVII, e in particolare all’ambito borghigiano di Francesco e Giulio Cesare Lucchi (cfr.: Guida artistica del Parmense) , l’antica tela si caratterizza per la prospettiva scorciata che conferisce alla sala del Cenacolo un aspetto elegante ed addirittura lussuoso, secondo la descrizione che ne danno gli evangelisti Marco e Luca. 

venerdì 28 marzo 2014

Vincenzo Campi (1536-1591) a Busseto


Tra le rare raffigurazioni dedicate al Risorto, esistenti in Diocesi, abbiamo scelto questo piccolo ma denso dipinto attribuito a Vincenzo Campi (1536-1591, facente parte della serie dei Misteri incastonati nell'ancona ottocentesca dell'altare della Madonna del Rosario, nell'omonima cappella, anticamente dedicata a sant'Omobono, che si apre sulla destra del presbiterio della quattrocentesca Chiesa Collegiata di San Bartolomeo a Busseto.

giovedì 20 febbraio 2014

Duomo di Fidenza: il dipinto dell'Ultima Cena


Sul fondo della navata di sinistra in Duomo, la nobilissima Ultima Cena, che campeggia sull’altare del SS.Sacramento, costituisce certamente una delle più alte testimonianze del Seicento fidentino. Il dipinto è da sempre attribuito al pittore fidentino Francesco Lucchi (Borgo San Donnino 1585 -att. 1630), che avrebbe apposto le iniziali F.L. sulla lama di un coltello, notate dal pittore Dal Verme nel corso di un restauro del dipinto eseguito agli inizi dell’Ottocento. Ma un disegno della Pinacoteca Nazionale, chiaramente il bozzetto preparatorio della tela, sembra mettere in discussione questo dato tradizionale. Lo splendido foglio, caratterizzato da una minuta grafia, recherebbe infatti, l’inconfondibile impronta di Giovan Battista Trotti (Cremona 1555- Parma 1619), detto il Malosso, caposcuola del tardo manierismo cremonese e pittore di corte presso i Farnese.

mercoledì 19 febbraio 2014

Un papa a Borgo San Donnino: storia di una reliquia



Papa Eutichiano fu eletto il 4 gennaio 275, successore di papa San Felice,  fu il ventisettesimo Pontefice sulla Cattedra romana. Proveniva Eutichiano dall'antichissima Città di Luni, in Etruria, città posta oggi ai confini tra Liguria e Toscana distrutta poi dai Normanni.
Si colloca quindi il suo pontificato prima delle vicende che portarono San Donnino a subire il martirio che la tradizione colloca nell'anno 299. 

martedì 4 febbraio 2014

Ha conosciuto l'inferno di Tito


La nota che segue è un articolo pubblicato il 15 marzo 1952 sul settimanale diocesano "Il Risveglio" con il titolo: "Ha conosciuto l'inferno di Tito l'angelo stroncato da un immenso dolore". Narra una vicenda che ha trovato il suo epilogo tragico il giorno 14 del mese di febbraio 1952, qui, a due passi da noi, ma che è iniziata negli altrettanto tragici anni di guerra nei pressi di Gorizia a Ranziano oggi in territorio sloveno col nome di Renče.
E' la storia di una bambina e della sua famiglia che, come dice il titolo dell'articolo, famiglia che ha subito la violenza della guerra. La  tragica morte della madre rimanda immediatamente alla epurazione violenta attuata dalle le forze partigiane di Tito nei riguardi delle popolazioni istriane e dalmate di origine italiana. Per queste vicende è stata fissata la ricorrenza del "Giorno del Ricordo" che si celebra il 10 febbraio.
Questa ricorrenza noi la vogliamo celebrare riproponendo questo testimone fragile.

venerdì 3 gennaio 2014

Raimondo Palmieri in un disegno G. B. Tagliasacchi.


Chi intercede presso Maria e il Bambino nel disegno autografo del Tagliasacchi? 
É san Raimondo Palmieri La soluzione del rebus grazie a un’incisione di Oliviero Gatti che ha raffigurato il beato piacentino (1140-1200)

Vorremmo riproporre in questa sede un perfetto esempio della produzione grafica di G. B. Tagliasacchi. Si tratta di un disegno autografo, molto interessante anche sotto l’aspetto iconografico, appartenente alle collezioni della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, dove è stato catalogato da Robert R. Coleman come: “A Saint Intercedes to the Virgin and Child on Behalf of a multitude” (cat. n.7396). 

mercoledì 25 dicembre 2013

La Natività presso il museo del Duomo


L'imminenza del Natale ci porta a guardare con grande interesse questa inedita Natività in deposito presso il Museo del Duomo. Di essa sappiamo ben poco, e ignota è pure la sua ubicazione originaria, che ben difficilmente potrebbe essere la chiesa di Sant'Antonio, ove l'opera è ricordata insieme ad altre tele di diversa provenienza, in seguito trasferite nei matronei della Cattedrale.

mercoledì 18 dicembre 2013

Visitazione, tela di Francesco Lucchi nella chiesa della Gran Madre di Dio

Foto di Ircano Cogato


Alla fine di maggio, mese mariano per eccellenza, torniamo nella settecentesca chiesa-santuario della Gran Madre di Dio per ammirare un' antica tela dedicata al tema della Visitazione. Il soggetto, che nel corso dei secoli non ha subito grandi variazioni, è facilmente riconoscibile all'altare della seconda cappella di sinistra.

venerdì 29 novembre 2013

Decorazioni murali nella scala che porta alla cripta del Duomo di Fidenza


Dalla stanza decorata della Confraternita del SS. Sacramento del Duomo di Fidenza si può accedere ad un locale che attraverso una scala permette di scendere al livello della cripta e di entrare attraverso una porta all'altezza dell'altare. Le pareti di questo locale presentano segni di modifiche apportate nel corso dei secoli ed oggi risulta un insieme composito di non facile lettura.

martedì 24 settembre 2013

Memorie di guerra e di prigionia: Sdramsh (Albania) con la "Colonna Gamucci"

PREMESSA

Dopo la presa di Berat da parte delle bande albanesi Ettore Ponzi, riposti gli ultimi lavori in una cassetta militare poi sepolta lungo la sponda del fiume Osum, si diresse con i suoi uomini in direzione di Elbasan sede del comando militare italiano della divisione di appartenenza, la divisione Arezzo. Ettore Ponzi non si fermò ad Elbasan, in quanto nel frattempo, il 12 settembre, la divisione Arezzo era stata sciolta e in balia delle forze tedesche della terribile brigata SS Brandeburgo composta in buona parte di ex galeotti e delinquenti comuni arruolati per la guerra. La stragrande maggioranza dei soldati e ufficiali della Divisione Arezzo si oppose a qualsiasi forma di collaborazione pagando un caro prezzo in termine di caduti nei cruenti combattimenti contro le truppe germaniche e le bande albanesi loro alleate, combattimenti cui seguirono in eccidi di cui furono vittime i soldati e gli ufficiali. Quest'ultimi furono perseguitati con particolare accanimento.

giovedì 19 settembre 2013

Decorazioni della volta del vecchio vescovado di Fidenza

Da una rara serie di cartoline postali degli anni ’20, appartenente alla Collezione Mauro Bandini e pubblicata di recente da Mirella Capretti, possiamo vedere come si presentava all’esterno e all’interno l’antico Seminario Vescovile di Borgo San Donnino, prima della sua totale distruzione avvenuta durante l’ultima guerra mondiale. Ricordato come una delle testimonianze architettoniche più rappresentative del Barocco fidentino, lo storico edificio sorgeva accanto al Duomo, ove era stata costruito tra il 1690 e il 1704 da don Francesco Callegari, lo stesso progettista del santuario mariano di Madonna dei Prati.

martedì 10 settembre 2013

Duomo di Fidenza: la Porta del Cielo

Una lettura teologica della facciata del Duomo

Per il Duomo fidentino non c'è bisogno di soffermarsi ulteriormente sul significato simbolico della porta della chiesa già ampiamente considerata da de Francovich e da altri studiosi come l'elemento centrale su cui converge l'intero sistema iconografico della facciata. ".. ..lo sono la porta e colui che entra attraverso di me sarà salvato": a Fidenza queste parole assumono piena visibilità nell'immagine gloriosa di Cristo che, dall'alto del protiro, nelle sembianze dell 'Eterno tra gli angeli, indica ai pellegrini e ai fedeli la via della salvezza nell'adempimento dei precetti dell'antica legge (ADDI ISRAEL MANDA T A VIT AE) e nella sequela delle beatitudini (BEATI·' P AUPERES SPIRITU). Contornato dai profeti e dagli apostoli, egli rappresenta anche strutturalmente la chiave di volta del portale e, come è stato ipotizzato, l'ideale centro geometrico dell' incompiuta facciata. E' dunque Cristo la vera porta che da accesso alla salvezza: "Christus Janua vera" . Ma l'ingresso del tempio è anche una nota figura della Vergine Maria.

sabato 7 settembre 2013

Berat (Albania) 8 settembre 1943

Berat

Il ponte sul fiume Osum

PREMESSA
Alla vigilia dell’8 settembre in Albania si trovavano dislocate la 9° armata, al comando del generale Dalmazzo, composta dal IV corpo d’armata con sede a Durazzo e dal XXV corpo d’armata con sede ad Elbasan. Ne facevano parte la divisione “Perugia”, la “Arezzo” a Korça, la “Parma” a Valona, il reggimento “Monferrato” a Berat, la “Brennero” a Kruja (nei pressi di Tirana), il reggimento “Guide” a Tirana, la “Firenze” a Diber, la “Puglie” tra Shkodra (Scutari) e Kosove, e contingenti della Marina, dell'Aeronautica, della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

sabato 31 agosto 2013

G. B. Tagliasacchi: la Cena di Emmaus nella chiesa del "Corpus Domini" di Piacenza


All'interno della novecentesca chiesa del Corpus Domini di Piacenza, la Cena di Emmaus di Giovanni Battista Tagliasacchi (1696-1737) si distingue nettamente per la vivezza dei colori e l'eleganza del disegno.
La pala, di certo tra le opere più felici e celebrate del pittore fidentino, è citata da tutte le antiche guide, che la descrivono nell'originaria collocazione sull'altare della cappella del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Piacenza , da dove venne tolta agli inizi del secolo scorso, in seguito ai radicali restauri promossi dal beato Giovan Battista Scalabrini.

giovedì 29 agosto 2013

Le decorazioni della stanza della Confraternita del SS. Sacramento

Nell'unico edificio ancora unito al Duomo di Fidenza situato a destra dell'abside della cattedrale troviamo una stanza al piano terra che presenta interessanti decorazioni. La stanza è così citata nell'articolo del prof. Guglielmo Ponzi dedicato alla cappella del SS. Sacramento: "Si devono infine alla Confraternita del SS.Sacramento anche alcune  tracce di decorazione  con angeli e i simboli della passione emerse in passato, ma tuttora inedite, sulle pareti della  volta di una  sala contigua alla omonima cappella, quasi certamente l’antica sede del pio sodalizio, resa accessibile attraverso una porticina, esistente fino agli ultimi anni sessanta  a lato dell’altare."

martedì 16 luglio 2013

Memorie di guerra e prigionia: quei mesi di luglio ed agosto 1943

Attacco con bombe a mano - Albania 1941
PREMESSA

La situazione venutasi a creare in Italia dopo l'allontanamento di Mussolini vedeva il generale Pietro Badoglio primo ministro. Nei territori occupati dalla truppe italiane le operazioni militari continuarono a fianco dei tedeschi. In Albania era in corso un'offensiva su grande scala, iniziata nel mese di luglio, contro le bande che, in varie e spesso contrapposte fazioni, conducevano una lotta contro l'esercito occupante in una alternanza di coalizioni e tradimenti. Questa azione offensiva non portò ai risultati attesi, ma s'infranse creando situazioni di isolamento e rischio ai nostri soldati. Questi fatti contribuirono a creare quella sfiducia verso gli stati maggiori. Nel complesso il nostro esercito arrivò al deprecato giorno dell'armistizio assolutamente impreparato a gestire la complessa situazione per mancanza di disposizioni e informazioni e nello sfacelo di una classe di generali impreparati e subalterni al vecchio alleato.

venerdì 12 luglio 2013

Duomo, la cappella con l’affresco della Crocifissione


Nella storia della chiesa fidentina, le confraternite meritano certamente un posto di rilievo perché sono tra le più antiche espressioni dell’associazionismo laicale e per il ruolo che   hanno assunto nel corso dei secoli  nella vita spirituale, artistica e culturale delle nostre comunità.
Vincenzo Plateretti, nelle sue ormai famose “Memorie per servire alla storia dello stato attuale di Borgo San Donnino”,  ne ricorda cinque  ancora esistenti in città agli inizi del secolo XIX: quella  del SS. Sacramento in Duomo, della B.V. della Misericordia detta dei Cinturati in S. Pietro,  della SS. ma Trinità presso  l’oratorio di S. Giorgio,  del Suffragio “detta del Cordone” nella Chiesa dei PP. Conventuali di san Francesco e  “finalmente quella della Morte, nella Chiesa o Oratorio di S.ta Maria della Rocca, o Madonna del Pilastro”.

mercoledì 19 giugno 2013

Ricordo dell’abate Zani


"Don Pietro si è sempre considerato fidentino, non borghigiano, e come tale si è nominato nel titolo dell’Enciclopedia e del libro sull'Incisione e nell’epigrafe per la sua sepoltura.
È pur vero che Fidenza ha una storia molto significativa costellata da tanti personaggi importanti che non sono ricordati; io ho avuto l’opportunità di conoscere da vicino la vicenda umana di quest’uomo e mi è entrata nel cuore, da incontro sporadico per una ricerca di Scuola è diventata la passione dei miei giorni, per questo mi sento di fare qualcosa per lui. Solo la conoscenza, come diceva Leonardo, porta all'amore."
Mirella Capretti

Quale miglior premessa potevamo scrivere se non quella di citare una frase dell'articolo stesso? Nella frase è espresso tutto l'amore di Mirella per questo nostro massimo concittadino e per la sua, nostra, città
L'articolo è sul "il Risveglio", settimanale della Diocesi di Fidenza è qui proposto nella stesura finale dell'autrice con alcune altre immagini 

giovedì 30 maggio 2013

Un dipinto di Amos Nattini ricostruisce uno degli avvenimenti più celebrati del medioevo fidentino


Con questo suggestivo dipinto del 1961, appartenente al Comune di Fidenza, il pittore Amos Nattini (1894-1985) immagina idealmente l’antica chiesa di San Giovanni, allorché il 30 giugno 1195 accolse i rettori della Lega lombarda, riuniti a Borgo San Donnino per confermare il giuramento di fedeltà ai patti di Costanza. L’avvenimento, impropriamente riferito dagli storici locali come il secondo giuramento di Pontida ( da cui la dedicazione dell’omonima piazza), è ricostruito dal celebre battaglista e illustratore della Divina Commedia con ricchezza di particolari. Vediamo così i vessilliferi con le variopinte insegne dei comuni, i cavalieri con le lance e i loro focosi destrieri, il popolo minuto e, sullo sfondo, la chiesa di San Giovanni pensata col tetto a capanna, il campanile e la facciata ornata di bifore, archetti pensili e protiro, secondo gli schemi propri del romanico lombardo. Solo alcune case sparse, poco più che capanne, completano questa fantastica rappresentazione del medioevo fidentino, pubblicata da M. Bonatti Bacchini insieme al suo pendant raffigurante il passaggio da Borgo di Federico II dopo la sconfitta di Vittoria: probabilmente due bozzetti preparatori per un’opera di più ampio respiro, mai realizzata.

mercoledì 24 aprile 2013

La Resistenza e gli Internati Militari Italiani


Copertina della rivista dell'ANPI del 1996 in cui
troviamo riprodotto un quadro di Ettore Ponzi

La verità non si insegna; bisogna scoprirla, conquistarla. Pensare, farsi una coscienza. Non cercare uno che pensi per voi, che vi insegni come dovete essere liberi. Qui si vedono gli effetti: dagli effetti risalire alle cause, individuare il male. Strapparsi dalla massa, dal pensiero collettivo, come una pietra dall’acciottolato, ritrovare in se stessi l’individuo, la coscienza personale. Impostare il problema morale. Domani, appena toccherete col piede la vostra terra, troverete uno che vi insegnerà la verità, poi un secondo che vorrà insegnarvela, poi un quarto, un quinto che vorranno tutti insegnarvi la verità in termini diversi, spesso contrastanti. Bisogna prepararsi qui, ‘liberarsi’ qui in prigionia, per non rimanere prigionieri del primo che v’aspetta alla stazione, o del secondo o del terzo. Ma passare ogni parola loro al vaglio della propria coscienza e, dalle individuate falsità d’ognuno, scoprire la verità” G. Guareschi, Diario clandestino, 158-159

venerdì 19 aprile 2013

Il bestiario sulla facciata del Duomo di Fidenza


Zooforo dell’archivolto del  portale meridionale

Sono molti, oltre una cinquantina, gli animali, reali, fantastici o mostruosi, intagliati sulle pietre del Duomo fidentino.  Nessuna lettura iconografica si è finora soffermata su di essi, ma le loro immagini, distribuite  sulla facciata, ma anche sui capitelli del loggiato, nell'abside e in cripta,   meritano di essere osservate con  attenzione.

giovedì 21 marzo 2013

Parma, Fidenza e Benedetto Antelami




Un breve articolo pubblicato da Musei Italiani, corredato di un servizio fotografico, ci introduce allo scultore ed architetto Benedetto Antelami cui noi fidentini siamo debitori per quanto ha fatto per il nostro Duomo. Riporto sotto l'articolo biografico-artistico e per le immagini rinvio al sito di origine.

venerdì 8 marzo 2013

La Madonna della tenerezza nel coro della cattedrale



Il coro ligneo della cattedrale nasconde affreschi quattrocenteschi tutti da scoprire o difficilmente osservabili come questa poco nota immagine della Madonna col Bambino dipinta in una nicchia in parte nascosta. La prima evidenza fotografica in bianco e nero è stata ottenuta dal rev D. Lino Cassi e pubblicata nel 1979 nel volume curato dai professori Sandra Costa e Guglielmo Ponzi "Il Duomo di Fidenza" sottotitolato  "Ipotesi per un museo" (Quaderni Fidentini N. 10) e così presentata:

venerdì 1 marzo 2013

Il restauro della 1° cappella di destra del Duomo di Fidenza



Indicata solitamente come "prima cappella di destra" vi troviamo un affresco con la Crocifissione di autore ignoto del secolo XVI. Non viene ritenuta di grande pregio, è comunque un discreto affresco, oggi danneggiato. Tutta la cappella si presenta in deplorevole stato per effetto principalmente da infiltrazioni di umidità. Vi sono parti residue di vecchie colorazioni. In miglior stato il medaglione in alto che raffigura la Madonna Assunta sempre di autore ignoto del XVI secolo.

giovedì 28 febbraio 2013

giovedì 14 febbraio 2013

Madonna del Rosario col Bambino in gloria

Pala d’altare databile tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700

Di questo pregevole dipinto, custodito presso la sede del Distretto socio-sanitario, sappiamo soltanto che è stato ritrovato negli anni Settanta nei solai dell’ex Casa di Riposo, ove giaceva abbandonato insieme ad altre antiche tele, sicuramente riconducibili all'importante collegio gesuitico che qui ebbe sede fino all'epoca napoleonica. Probabile pala d’altare, databile tra la fine del Sei e gli inizi del Settecento, il quadro, con ancora i segni dei danni recati dal tempo e dall'incuria, ha per soggetto la Madonna del Rosario col Bambino in gloria sulle nubi con i santi Vincenzo Ferrer, Francesco di Sales e l’Angelo Custode. Si tratta di una composizione piuttosto tradizionale, ma non priva di freschezza e con alcuni spunti iconografici originali, che meritano, a mio avviso, di essere considerati attentamente.

mercoledì 13 febbraio 2013

Natività nella chiesa-santuario della Gran Madre di Dio



Attribuzione invece più certa per questa seconda inedita tela (purtroppo malamente restaurata negli anni '70) esposta nell'abside della chiesa-santuario della Gran Madre di Dio. Si tratta infatti di uno dei pochi dipinti rimasti dopo l'allontanamento dei Padri Gesuiti e la conseguente dispersione degli arredi originari. Ne è autore frate l Giuseppe Barbieri (1642-1733), il cui stile scorrevole e minuzioso emerge chiaramente dal confronto con le figure da lui affrescate, a partire dal 1704, nelle volte del contiguo palazzo, già sede del prestigioso Collegio di Borgo San Donnino.

lunedì 4 febbraio 2013

San Francesco nell'abside del Duomo di Fidenza




Sabato 15 dicembre 2012 al Ridotto del Teatro Magnani, si è infatti tenuta l'attesa conferenza “Romanico e Gotico del Duomo di Fidenza”,  inserita nel cartellone degli eventi culturali di dicembre.