giovedì 20 dicembre 2012

Alla scoperta del Duomo di Fidenza con Yoshie Kojima, Giovanna Valenzano e Hisashi Yakou



Sabato 15 dicembre alle ore 17.00 al Ridotto del Teatro Magnani, tre studiosi ci hanno preso per mano e condotto alla scoperta della nostra Cattedrale. Si è infatti tenuta l'attesa conferenza “Romanico e Gotico del Duomo di Fidenza”, evento inserito nel cartellone degli eventi culturali di dicembre che ha visto la partecipazione di tre studiosi: Yoshie Kojima, autrice del volume “Storia di una Cattedrale” e docente alla Sophia University (Jochi Daigaku) di Tokyo, che ha parlato de “Il cantiere antelamico del Duomo di Fidenza”; Hisashi Yakou, docente di arte europea all'Università di Sapporo, con “La presenza di San Francesco nel Duomo di Fidenza”; Giovanna Valenzano, responsabile del dipartimento dei Beni Culturali di Padova e docente all’Università di Padova, con “L'uso dello spazio in una chiesa di pellegrinaggio nel medioevo europeo: San Donnino” soffermandosi su alcuni  spazi all'interno della Cattedrale come la cripta, i matronei e la suddivisione della navata centrale avvalendosi di confronti con altre chiese di pellegrinaggio europee. 

giovedì 13 dicembre 2012

Antonio Bresciani (1720-1817) a Borgo San Donnino


Le fonti non aiutano a sgombrare i dubbi sull'identità dell'ascetico personaggio effigiato in un ovale settecentesco, appartenente insieme ad altri preziosi dipinti (tra cui una splendida adorazione dei Magi di fine Cinq uecento) alla chiesa parrocchiale di s. Maria Annunziata. Il beato è rappresentato nel momento dell'estasi col volto pallido e trasognato. Sulla sua veste nera di religioso spicca per contrasto una ruvida bisaccia portata a tracolla. Mentre, in primo piano, un putto o angioletto, dai delicati lineamenti correggeschi, guarda fuori dal quadro e mostra sorridente una pagnotta (in passato scambiata addirittura per un teschio), che si presume appena ricevuta dalle mani del santo. Il ritratto, appassionato e ideale, vuole evidenziare la dolcezza dell'abbandono mistico a Dio e al tempo stesso celebrare la carità praticata in vita dal santo. Resta però da chiarire il significato della terza figura, forse una donna, che si intravede a malapena sulla sinistra, in basso.

venerdì 7 dicembre 2012

Medaglia commemorativa "agli augusti sovrani d'Italia"


Medaglia celebrativa, firmata Ettore Ponzi, raffigurante la coppia reale Vittorio Emanuele III e Elena di Montenegro, sposati il 24 ottobre 1896 saliti al trono il 30 luglio 1900.
L'attribuzione delle medaglie ad Ettore Ponzi non è tuttavia sicuramente provata, alcuni elementi come i caratteri utilizzati e alcuni particolari ci inducono ad una risposta affermativa. 

Frammenti di affreschi del Duomo di Fidenza



Nel Museo diocesano sono esposti frammenti di affreschi dove sono riconoscibili i santi Caterina e Bartolomeo. Si tratta di pitture votive provenienti da un locale attiguo alla cripta del Duomo di Fidenza e databili all’inizio del XIV secolo

Tra i reperti esposti nel Museo del Duomo meritano di essere considerati questi frammenti di affreschi, provenienti da un locale attiguo alla cripta, da dove furono staccati nel corso degli anni Settanta. Si tratta, come segnala Gianpaolo Gregori, di pitture votive, databili agli inizi del XIV secolo, raffiguranti rispettivamente Santa Caterina d’Alessandria, San Bartolomeo Apostolo e una scena di naufragio. Rovinati dal tempo e scarsamente leggibili, il loro soggetto è stato in passato variamente interpretato dagli studiosi: c’è addirittura chi vi ha scorto un’allegoria battesimale e un improbabile legame con il primitivo e non ancora individuato battistero della pieve di San Donnino. 

venerdì 30 novembre 2012

Girolamo Cenatiempo: il “Martirio di S. Andrea"

Immagine dall'archivio del Museo del Duomo di Fidenza. Girolamo Cenatiempo  è stato un pittore italiano napoletano  del XVIII secolo, della scuola di Luca Giordano, attivo fra il 1705 ed il 1742.

domenica 25 novembre 2012

La Sacra Famiglia di A. C. Dal Verme


All'interno della chiesa dell'ospedale di Vaio si conserva una antica tela proveniente dalla cappella del vecchia sede di via Borghesi.
Il dipinto, collocato sopra la porta d'ingresso, raffigura la Sacra Famiglia ed è additato dalle fonti come opera del pittore fidentino Angelo Carlo Dal Verme (1748-1825) che lo eseguì nell 'anno 1798. Lo rammentano in particolare la scritta nel retro della tela e il diario di lavoro del pittore, che registra l'effettuato pagamento di otto zecchini da parte del committente Giovanni Croci (A. Leandri, Il pittore Angelo Carlo Ambrogio Dal Verme, 2007, p.198).

venerdì 9 novembre 2012

Pjetër Marubi, piacentino d'Albania


Il patriota albanese Hamzë Kazazi
in una foto di Pietro Marrubi 
1858

Nato a Piacenza nel 1834 è stato un patriota italiano poi fotografo e pittore italiano, naturalizzato albanese. Noto anche come Pjetër Marubi, la storia di questo personaggio italo albanese è molto interessante.  Sostenitore di Garibaldi fu coinvolto nei moti risorgimentali e nell'omicidio del sindaco di Piacenza, fu perciò costretto nel 1856 a riparare in Albania, allora territorio ottomano. Trasferitosi a Scutari aprì il primo laboratorio fotografico albanese, l'Atelier Marubi, che in breve tempo divenne uno dei più importanti dell'area. Marubi morì a Scutari nel 1903 ma l'Atelier proseguì l'attività sino al 1944 grazie ai suo collaboratori Rrok Kodheli e Kel Kodheli, ed in seguito al figlio di lui Gegë, documentando le vicende storiche dell'Albania e la vita quotidiana dei suoi abitanti. I negativi originali, riconosciuti patrimonio internazionale dall'UNESCO, che rappresentano un patrimonio storico-culturale per il paese balcanico, sono conservati nell'Archivio Fotografico Marubi presso il Museo Storico di Scutari. Le più antiche foto della collezione sono datate intorno al 1858-1859. Alcune di queste foto furono pubblicate da The Illustrated London News, La Guerra d'Oriente e L'Illustration.
La mostra è organizzata dalla comunità albanese di Parma nell'ambito delle manifestazioni in occasione del centenario dello Stato Albanese  "100 vjet shtet Shqiptar".

Il ten. Ettore Ponzi e gli Internati Militari Italiani


Grazie al libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri “Gli internati militari italiani”, pubblicato da Einaudi tra anni fa, è venuto finalmente alla luce un capitolo dimenticato della guerra di Liberazione in Italia 1943-45. Su iniziativa dell’ANPI, il volume è stato presentato a Fidenza nei giorni scorsi alla presenza di uno degli autori.

sabato 3 novembre 2012

David Grossman: la piccola eternità (dell'arte)



Il filmato propone un breve passaggio dell'intervista di Fabio Fazio a David Grossman durante la trasmissione "che tempo che fa" andata in onda lunedì 29/10/2012. L'intera intervista la possiamo vedere ed ascoltare collegandoci con http://www.rai.tv/.

domenica 21 ottobre 2012

Clemente Ruta: la Vergine Maria appare a San Bernardo



Questa piccola ma preziosa pala d'altare, custodita presso il Museo del Duomo, proviene dal distrutto oratorio di san Bernardo, come testimonia il medico Vincenzo Plateretti, all'inizio dell'800. Egli scrive in proposito: "S. Bernardo, che all'altare maggiore ha due quadri, uno più grande di S. Bernardo cui apparisce la Beata Vergine con il Bambino Gesù ed uno picciolo di S. Benedetto figura di sola faccia: buone opere dell'accreditato pittore Clemente Ruta Parmigiano, che passò poi al serviglio del Re di Napoli".

lunedì 15 ottobre 2012

G. B. Tagliasacchi: nel 1734 il pittore ritrae la nobildonna Lavinia Ferrarini Dodi


Il settimanale diocesano "Il Risveglio" pubblica questo articolo dove Barbara Latimbri ha ricucito la storia di un dipinto che questo blog ha pubblicato tempo fa formulando alcune ipotesi, in assenza di dettagli più precisi, su questo dipinto del nostro concittadino G. B. Tagliasacchi.   Ora le ricerche di Barbara Latimbri inquadrano in modo esemplare il quadro nel contesto storico della prima metà del settecento. 

Nel 1734 il fidentino Giovanni B. Tagliasacchi ritrae Lavinia Ferrarini Dodi

Il 1734 fu un anno travagliato per i territori farnesiani: da tre anni, a causa dell’ennesima indigestione, era spirato l’ultimo duca Antonio il quale aveva lasciato suo erede il ventre pregnante della moglie Enrichetta d’Este che dopo sotterfugi e aspettative ammise di non attendere nulla. Così, nel tramestio del balletto politico, l’infante Carlo di Borbone fu spedito a Parma per prendere possesso del Ducato.

venerdì 12 ottobre 2012

L'effigie di San Donnino sulle guglie del Duomo di Milano


Tra le innumerevoli statue che svettano sulle cuspidi del Duomo di Milano è possibile scorgere anche l’effigie di San Donnino.
L’identificazione della statua, collocata sul lato sud dell’edificio gotico, è confermata dall’iscrizione incisa nel basamento: S.DONNINVS. Come si può vedere dalla bellissima foto scattata da Claudio Bertolesi, si tratta di una scultura di gusto classicheggiante, databile tra il XIX e il XX secolo: probabilmente essa venne realizzata su suggerimento dello stesso arcivescovo, il beato Andrea Carlo Ferrari, presente nel 1893 alle solenni celebrazioni del 16° centenario del martirio del santo, indette dal vescovo di Borgo, mons. G.B. Tescari.

martedì 2 ottobre 2012

Nella Collegiata di Pieveottoville: due lavori di Paolo Baratta (1874-1940)

I lavori di rinnovamento interno dell'antica collegiata di Pieveottoville all'inizio del novecento vedono l'intervento di un altro notevole artista parmense, Paolo Baratta (Noceto 1874-Parma 1940), riconosciuto autore delle due grandi tempere su muro ai lati dell'ingresso principale: l'Annuncio della nascita di Giovanni e la Visita di Maria a santa Elisabetta, che integrano e finalmente completano l'impegnativo ciclo iconografico dedicato al Battista.

venerdì 28 settembre 2012

Il 60° anniversario di sacerdozio di Mons. Lino Cassi



DON LINO CASSI, PRETE

Una generazione di fidentini si è ritrovata alla messa che don Lino Cassi ha celebrato nella cappella del seminario vescovile in occasione della ricorrenza del sessantesimo anno dalla sua consacrazione sacerdotale avvenuta appunto il 21 settembre del lontano 1952: erano i parrocchiani di San Michele, gli amici del Gruppo Condivisione e le persone a lui particolarmente legate. Nella cappella si è per un giorno riformato quel gruppo di ex universitari fidentini che alla fine degli anni cinquanta e negli anni sessanta hanno dato vita all’esperienza della FUCI a Fidenza. La FUCI (Federazione Universitari Cattolici Italiana) fu per tutti noi un momento straordinario e don Lino ne fu l’anima.

Iscrizione in pietra arenaria dell’Ordine di S. Bernardo de Tolomei

Mons Olivetorum, è l’iscrizione in pietra arenaria ritrovata a Fidenza che rimanda all’ordine di S. Bernardo de Tolomei. La presenza dei monaci viene segnalata già nel 1485 quando subentrarono ai benedettini di Castione Marchesi.

sabato 8 settembre 2012

Una tela a Zibello onora l'ordine dei frati domenicani


Il pittore bavarese Ignaz Stern ne ha immortalato i personaggi più 
famosi: dal fondatore a San Tommaso d'Aquino fino a Papa Pio V
Il loro motto recita così: "Lodare, benedire, predicare”


Sulla parete di sinistra del presbiterio della collegiata di Zibello merita particolare attenzione un'incantevole tela dipinta intorno al 1725 dal bavarese Ignaz Stem (Mauerkirchen Passau 1680-Roma 1748).
Raffinato pittore, conterraneo di papa Joseph Ratzinger, lo Stem (italianizzato in Ignazio Stella) approda a Roma nei primi anni del Settecento dopo un alunnato presso il Cignani.

lunedì 3 settembre 2012

Luca Casana pittore di Borgo San Donnino ed allievo di G.B Tagliasacchi


La Santissima Trinità, olio su tela, Compiano, chiesa di San Giovanni
Pittore fidentino ancora poco conosciuto, Luca Casana, nato a Borgo San Donnino il 6 gennaio 1706, appartiene, insieme a Girolamo Bertani alla cerchia ristretta degli allievi e collaboratori dell'assai più famoso Giovanni Battista Tagliasacchi (1696-1737). La sua vicenda artistica, in passato confusa con quella del figlio Grisante (1738-1783), è ancora poco nota e solo in parte documentabile attraverso le fonti francescane, in particolare il Registro del Convento dei Cappuccini di Borgo san Donnino, che lo ricorda come autore di due ovali: il Beato Serafino da Montegranaro del 1724 e il Beato Giuseppe da Leonessa eseguito nel 1737.

venerdì 31 agosto 2012

Cattedrale di Fidenza: il volo di Alessandro




Ogni pietra non è li per caso. Parlo del Duomo di Fidenza, delle sue pietre, delle sue sculture ed anche delle sue mutilazioni. Nella Torre di destra, la Torre del Trabucco, troviamo una singolare pietra scolpita isolata rispetto alle altre sculture ordinate in sequenza narrativa. E' una formella di arenaria alta 77 cm. e larga 80 molto corrosa che ha suscitato varie interpretazioni. Tradizionalmente a Fidenza si identificava il personaggio come l'imperatrice Berta che filava, interpretazione avvalorata da studiosi anche in tempi non troppo remoti come il R. Tassi nel volume Il Duomo di Fidenza edito dalla Cassa di Risparmio di Parma nel 1973. 

La soluzione dell'enigma avvenne Come ben vide il De Francovich, la formella presenta invece "il mitico conquistatore macedone, seduto su un trono al quale sono legati due grifoni che s'involano verso il cielo attratti dalla carne (forse due animali) infilzata sulle due lance tenute in mano dal sovrano" come riporta anche" come riportato dal catalogo del Museo del Duomo di Fidenza.



Una volta stabilita la corretta lettura dell'immagine racchiusa nella formella è necessario capirne il significato e, di riflesso, il perché della collocazione nella torre di destra del duomo in prossimità del portale sud che immette alla navata di destra ed al fonte battesimale.
Secondo l’antica leggenda il re macedone pensò di volare incatenando due grifoni alati ad una sorta di contenitore spronando al volo le due mitiche bestie con due pezzi di carne infilati su altrettante aste. L'ascensione non raggiunse il suo fine ma Alessandro e le due bestie ne uscirono senza danno. 
In genere, nella tradizione cristiana medioevale, il tentativo di Alessandro Magno fu considerato nel suo aspetto negativo di sfida al cielo a simboleggiare l’orgoglio ed solitamente veniva associato ad altri gesti peccaminosi come la lussuria e l'ira.
Nel caso del Duomo di Fidenza questa interpretazione in negativo collocherebbe la scena in continuazione del fregio sovrastante se in questo vogliamo leggere la rappresentazione dei peccato nei suoi vari aspetti, interpretazione questa tradizionale ma non unica. 
Questa lettura in senso negativo si sviluppò nel sud d'Italia in epoca normanna mentre in precedenza ed anche successivamente la rappresentazione assumeva un significato non negativo che suggeriva il desiderio di ascendere verso il cielo. 
Altri studi hanno tentato interpretazioni diverse e più complesse ricollegando ad esempio la figura del condottiero macedone alla esaltazione dell'idea imperiale medioevale anche in rapporto al ciclo di altorilievi in cui domina la figura di Carlomagno.


In questa rappresentazione nella chiesa di S. Maria della Strada a Matrice la storia leggendaria rinvia al salire in alto senza connotazioni negative.

Ritroviamo la stessa rappresentazione nel mosaico del pavimento della Cattedrale di Otranto che sembra senz'altro esaltare la regalità dell'imperatore. L'intero mosaico presenta una complessa simbologia non completamente decifrata.
La lastra bizantina con il volo di Alessandro, bottino della IV crociata del 1204,  è priva del valore negativo connesso all'ascensione celeste rappresentato nei mosaici normanni ma inserisce il mito di Alessandro nella mistica imperiale.



martedì 28 agosto 2012

Lettura del Capitello con immagine scolpita di Cristo risorto


All'ingresso del Duomo, sopra il capitello della prima colonna di destra, un'insolita e rarissima immagine scolpita di Cristo risorto accoglie da otto secoli i fedeli che varcano la soglia del tempio.
Ma oggi questo messaggio pasquale, un tempo accessibile a tutti (anche perchè probabilmente legato allo svolgimento di antichi riti liturgici), rischia di essere travisato da controverse letture iconografiche, che vanno dalla cacciata degli angeli ribelli al tema del Giudizio Universale.

lunedì 20 agosto 2012

Incontro con Mons. Loris Capovilla


Il filmato riprende integralmente l'incontro del 29 maggio 2011 di Mons. Loris Capovilla con un gruppo di parrocchiani, più di cento, della Cattedrale di Fidenza guidati dall'allora Parroco reggente Don Paolo Pacifici. Incontro avvenuto a Sotto il Monte Giovanni XXIII. Mons. Loris Capovilla è principalmente conosciuto per la sua vicinanza al Angelo Giuseppe Roncalli durata per oltre un decennio. Dal 1953 al 1963 fungeva infatti da segretario particolare di Angelo Giuseppe Roncalli, assunto al pontificato romano il 28 ottobre 1958 col nome di Giovanni XXIII. Ma la sua biografia, che brevemente riportiamo alla fine di questo articolo, è ricca di altri e significativi momenti alcuni dei quali sono da lui stesso ricordati nel corso dell'incontro.

lunedì 13 agosto 2012

G. B. Tagliasacchi: ritratto della nobildonna Lavinia Ferrarini Dodi (2)



La pubblicazione del ritratto della nobildonna Lavinia Ferrarini Dodi di G. B. Tagliasacchi ci ha permesso di venire a conoscenza dell'esistenza di un secondo dipinto della nobildonna. L'impianto del quadro è identico al precedente da noi commentato, identica anche l'acconciatura del soggetto mentre il volto risulta invecchiato e, da quel che è dato di vedere dalla fotografia gentilmente inviata dal proprietario di questo secondo quadro, lo sguardo più spento. La prima impressione del prof. Guglielmo Ponzi è che questo secondo quadro è più "tagliasacchiano" del precedente che è possibile vedere su questo stesso blog

Una tela di G.B. Tagliasacchi nel Duomo di Fidenza

Il dipinto raffigura S. Andrea Avellino vestito dei paramenti per la liturgia eucaristica, colpito da apoplessia davanti all'altare all'inizio della celebrazione della Messa, mentre si sta accasciando, sorretto dal fratello laico che gli era stato affiancato per aiutarlo e un angelo. Sopra si librano due angioletti e dietro un vecchio parla ad un angelo.

giovedì 9 agosto 2012

L'Oratorio della Visitazione di Chiusa Viarola

Alla sinistra dello Stirone, lungo la strada campestre della Granella (il cui tracciato rettilineo sembra in parte coincidere con quello di un antico asse centuriale), sorge solitario l'Oratorio della Visitazione di Chiusa Viarola. Caratteristico tempietto votivo che da oltre due secoli rappresenta il punto di riferimento architettonico e religioso della piccola frazione fidentina, è anche una delle più suggestive testimonianze di devozione alla Vergine presenti nel nostro circondario.

martedì 31 luglio 2012

G. B. Tagliasacchi: ritratto della nobildonna Lavinia Ferrarini Dodi


Questo ritratto di elevata finezza, apparso di recente sul mercato antiquariale di Brescia, merita una speciale attenzione. Si tratta infatti di un inedito autografo di Giovan Battista Tagliasacchi (Borgo San Donnino 1696-Castelbosco Piacentino 1737) come attestano chiaramente lo stile fluido ed elegante e la scritta sul retro del telaio che ri porta l'identità della giovane dama dai capelli cinerini : "Ritratto della signora Lavinia Ferrarini Dodi in età d'anni 25; fato dal signore Gio.Battista Tagliasacchi l'anno 1734". Al pittore borghigiano, tra i più rappresentativi del tardo barocco parmense e emiliano, rimandano anche l'impianto sicuro, la resa realistica dei lineamenti e una gestualità, formale ma del tutto plausibile, che sottolinea i tratti distintivi del carattere e la personalità di Lavinia, la sua aristocratica bellezza, abbigliata secondo i canoni della moda sontuosa del primo Settecento.

Johannes Ferdinand Khien (Neusohl 1656 - Vienna 1723) a Zibello



All’interno della quattrocentesca chiesa di Zibello di fondazione pallaviciniana si possono ammirare numerose opere di pregio, tra cui questa affollata scena biblica, collocata sulla parete di destra del presbiterio,  che  però non è  “La raccolta della manna” come si è  solitamente ritenuto, bensì  “Mosè che fa scaturire le acque dalla roccia del monte Horeb” (Es. 17,3-7):  solo così, infatti, si  possono spiegare la verga impugnata dall’accigliato profeta,  l’atteggiamento dei personaggi affaccendati con brocche e bacili in rame, ma anche in prezioso argento sbalzato, i bambini che si dissetano prendendo l’acqua dalle mani della mamma e infine il cagnolino che si abbevera alla corrente del ruscello.

domenica 29 luglio 2012

La storia scolpita di Berta, Milone e Rolandino


Della vasta bibliografia esistente sul Duomo di Fidenza rimarchevole il volume "Carlo Magno e i Carolingi a Fidenza. Le storie di Berta e Milone e Rolandino" a cura di Gianpaolo Gregori, direttore del Museo Diocesano. Si tratta sicuramente di un contributo di eccezionale interesse per l'approfondimento del programma iconografico della facciata della Cattedrale romanica, una rilettura, com'è stato scritto, accattivante e convincente della splendida decorazione plastica che riveste la parte inferiore della facciata della chiesa di san Donnino.

sabato 28 luglio 2012

Il Vescovo e la Cattedrale di Fidenza



"Tra la Cattedrale e il Vescovo sussiste un rapporto simpatetico, intrinseco, unitivo, quasi “mistico” "
+ Carlo Mazza
Vescovo di Fidenza

venerdì 27 luglio 2012

La mano benedicente sul portale minore destro del duomo di Fidenza


Il simbolo della mano si ritrova nel Medioevo in Occidente sia come “mano di giustizia”, attributo della regalità sia come “mano benedicente” segno legato al ministero sacerdotale e quindi simbolo del Cristo stesso. 
Sopra la porta destra del Duomo di Fidenza la mano esce potente dal cerchio floreale con le tre dita stese a simboleggiare la Divina Trinità e le restanti due ripiegate a indicare la doppia natura umana e divina del Cristo.

mercoledì 25 luglio 2012

Borgo San Donnino alla fine medioevo


Nell'ultimo quarto del secolo XVI la Rocca di San Secondo, ormai adibita a residenza del casato dei Rossi,  fu abbellita tanto da farne una piccola reggia.  Un salone fu interamente dedicato a ricordare le gesta dei Rossi ed è costituito da un apparato iconografico ed architettonico imponente: 20 metri di lunghezza, 11,65 di larghezza e 14 ca. di altezza con oltre 1.200 metri quadrati di affreschi. In tredici grandissimi quadri-arazzo sono raffigurate le gesta gloriose dei Rossi a partire dal 1199. Il primo quadro alla destra narra l'impresa di Orlando Rossi che libera dall'assedio di piacentini e milanesi Borgo San Donnino.

sabato 21 luglio 2012

Il Castello di Borgo distrutto dai parmigiani





Solo nel tardo medioevo la Rocca entrò nello scenario urbanistico di Borgo San Donnino (ora Fidenza) . In quel momento Borgo stava vivendo uno dei momenti più bui della sua storia ed era da anni praticamente disabitato essendo i borghigiani dispersi nel contado od accampati ai bordi del vecchio perimetro cittadino. 
La furia dei parmigiani che si abbatté su Borgo rispettò solo il Duomo il resto fu distrutto e le fortificazioni difensive rase al suolo. Tra queste il Castello di Borgo che non fu più ricostruito. 
La localizzazione del Castello a sud della città contrasta con l'opinione di chi vede la Rocca come in continuità spaziale col vecchio castello. La rocca infatti fu costruita a nord del Borgo sfruttando o meglio praticamente incorporando il poggio che domina la bassa pianura circostante. 
Le pietre, del vecchio castello quelle sì, vennero utilizzate una volta trasportate nel nuovo luogo prescelto per la costruzione fortificata che resistette poi per più di seicento anni prima di essere a sua volta atterrata, non dai parmigiani ma dai borghigiani stessi diventati fidentini per decreto. 
Dal richiamato sacco della città operato dai parmigiani uscirono distrutti anche gli archivi e le memorie locali per cui difficile diventa la ricostruzione della storia di Borgo nel primi secoli del secondo millennio, a questo si deve anche la individuazione della primitiva fortificazione chiamata appunto Castello di Borgo nelle storie tramandate dai documenti della città vicine. 
Un deficit notevole in quanto l'obiettività di molti documenti riguardo alla nostra città può essere incerta.
Ettore Ponzi - Fidenza La piazza Garibaldi con le
rovine della rocca - Olio su tela 40X60  1947
Sull'argomento diamo un ampio stralcio dell'articolo del nostro storico G. Laurini apparso sul periodico diocesano Il Risveglio il 30 aprile 1926 .

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Per quanto avessi finora frugato nei manoscritti dei borghigiani Prev. Pincolini ed Abate Zani, nonché nelle storie del P. Affò e dello Scarabelli, mai non riuscii a stabilire quando possa esser sorta la nostra Rocca. La prima memoria, in cui l'ho vista ricordata è del 31 gennaio 1352. In essa si legge: “si riaprono i corridoi della Rocca e si fanno aggiustare i ponti levatoi”.

Nel 1356 poi, in data 28 luglio, Bernabò Visconti ordina alla comunità di far munire la Rocca.
Queste sono le prime notizie che mi risultano, e da questo momento vediamo spesso nominata la Rocca. Ma prima di questo tempo mai m'incontrai, scorrendo non solo i succitati cronisti e storici, ma anche il Poggiali, il Campi, il Muratori, ecc. nella Rocca di Borgo, bensì nel Castello.
Veggasi per esempio l'Affò (1) il quale, parlando della lotta che infierì durante gli anni 1198 e 1199 tra Piacentini e Parmigiani per il possesso di Borgo, scrive:
“Ed ecco per un miserabil Castello risuonar d'armi tutta la Lombardia ecc.” E nel privilegio, con cui Federico II, nel 1221, concesse ai Borghigiani la piena giurisdizione, più volte è nominato il Castello (Castrum sen Burgum) e non già la Rocca (Arcem). E di nuovo l'Affò (2) parlando di Oberto II Pallavicino, dice che il 18 agosto (1250) prese Borgo S. Donnino, di cui si era fatto investire dall'imperatore “quantunque quel Castello fosse dei Parmigiani”.

Ciò premesso, vediamo ora dove fosse fino dopo la distruzione di Borgo S. Donnino, avvenuta per opera dei parmigiani, nel 1268, allorché questi vinsero Oberto II, la principale fortificazione del nostro paese, cioè il Castello. Non sorgeva per certo ove ora si trova una parvenza dell'antica Rocca, ossia in Piazza Garibaldi ma verso il monte a mezzodì, come ce ne assicurano i nostri cronisti, tra cui il primo il Prev. Pincolini (3).
Io ritengo che la rocca sia sorta, se non dopo il 1268, quando si rifabbricò Borgo. Infatti da questo momento non troviamo più nominato il Castello di Borgo, che fino verso il sec. XIII arrivava non più oltre della presente piazza Garibaldi, in cui si avevano le fosse e le mura.
Infatti nel 1195 la chiesa e il convento di S, Giovanni, presso cui fu riconfermata la lega di Pontida, si trovavano fuori delle mura. Ce lo dice il Sigonio, il quale scrissee: Tertio Kal. Augusti 1195 – Haec autem omnia facta sunt prope Burgum Sancti Domnini juxta monasterium Sancti Ioannis Baptistae. Eadem die Ecclesia supredicti Sancti paulo post, etc. (4).
Ora tanto il suddetto monastero quanto la Chiesa sorgevano appunto dietro l'attuale palazzo comunale.
La contrada, cosidetta di S. Michele, fu iniziata per opera dell'antica e ricca famiglia Pincolini nel 1127, dopo una prima distruzione di Borgo, avvenuta nel 1108. Ma tra questa parte nuova di Borgo e il Borgo antico correva un'area senza abitazioni, all'infuori del soprannominato Convento di San Giovanni.
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l.g.
Note
(1)Storia di Parma, Tom. III -  lib. Pag. 203
(2)Op. Cit. - Tom. III, lib. 12, pag. 237
(3)Mss.
(4)Sigonius – fol. 582.


G.B. Tagliasacchi: “La Madonna dell’Aiuto e Santi”


Questa splendida pala del Tagliasacchi, firmata e datata 9 ottobre 1737, appartiene a una collezione privata francese, ove è stata individuata e pubblicata per la prima volta da Lucia Fornari Schianchi (“Tagliasacchi, Peroni, Callani: aggiunte al catalogo della pittura parmense del Settecento”, in Scritti di storia dell’arte in onore di Silvie Beguin, Napoli, 2001).

venerdì 6 luglio 2012

L'antica chiesa di San Donnino a Milano



La Chiesa di san Donnino in Milano "si trovava nell'attuale via Bigli: la si dice eretta nel 1162 sopra le rovine della mura romane. La chiesa era detta -in porta nova- e -ad mazam-: la determinazione -ad mazam- sarebbe derivata da un'antica statua di Giove o di Giano, munita appunto da una mazza. La primitiva chiesa era stata rifatta, nella seconda metà del XVII secolo, su progetto dell'architetto Andrea Biffi . Dopo essere stata per due secoli sede di parrocchia, fu soppressa nel XVIII secolo."

domenica 17 giugno 2012

Il Risveglio per il tricentenario della canonizzazione di S. Andrea Avellino, compatrono della Diocesi


Dipinto settecentesco conservato presso la chiesa dei Cappuccini di Fidenza


Opera attribuita al Formaiaroli, potrebbe essere opera di Dal Verme
E’ un omaggio all’Ordine dei Serviti la tela che si trova presso la
 chiesa dei Cappuccini


Prima delle soppressioni napoleoniche del 1805, che determinarono l'allontanamento dei monaci e il conseguente esproprio di chiese e conventi, l'Ordine dei Servi di Maria era ampiamente rappresentato nel nostro territorio dagli insediamenti di Salsomaggiore, Soragna e, a partire dal 1790, anche a Borgo San Donnino. 
Quest'ultima comunità ebbe quindi vita brevissima e le sue tracce architettoniche si confondono nell'eclettica struttura dell'ex palazzo Gonzaga (ora di proprietà della famiglia Menzani) in via Gramsci, complesso che nel corso dell'Ottocento ha inglobato le parti superstiti dell'ex convento e della piccola chiesa a pianta centrale dedicata a San Ferdinando.
Ma sono ancora una volta le arti figurative a proporci le testimonianze più eloquenti.
Come il dipinto settecentesco (vedi foto), conservato presso la chiesa dei Cappuccini di Fidenza, sicuramente di provenienza dalle chiese dei Serviti di Fidenza o di Salsomaggiore. indicata dalla "Guida artistica del Parmense" come opera affine ai modi del Formaiaroli la tela, esposta sulla controfacciata a sinistra, è descritta impropriamente come la Vergine che dona l'abito ai sette fondatori dell'ordine dei Cappuccini. Se non c'è motivo di dubitare sull'attribuzione al pittore fidentino, (ma mancano riscontri obbiettivi), la descrizione del quadro proposta da G. Godi e G. Cirillo è senz' altro da rigettare.
Il soggetto del dipinto rientra infatti nella più tipica tradizione iconografica dei Servi di Maria, con i famosi sette santi fondatori, rarissimo o forse unico caso nella storia della Chiesa di canonizzazione collettiva, riguardante cioè non i singoli individui ma un intero gruppo. Appunto i sette laici, mercanti di lana fiorentini che, intorno al 1230, si ritirano sul monte Senario per avviare una nuova esperienza di vita comune ispirata al Vangelo e alla regola di s. Agostino. Chiamati dapprima Frati Servi della Beata Vergine Maria, diedero origine al nuovo ordine religioso e la loro ricorrenza liturgica è fissata dal calendario romano il 17 febbraio.
Il pittore, probabilmente il Formaiaroli, (ma non sarebbe da escludere la mano di Dal Verme, che sappiamo aver lavorato per i Serviti di Borgo), si rifà a un modello tradizionale che risale al Cinquecento: la Madonna attorniata, in un chiarore di nubi, da angeli che innalzano la croce e i simboli della Passione, porge lo scapolare nero ai sette frati inginocchiati sul monte Senario; un angelo, a sinistra di Maria, addita le pagine del libro della regola, che reca impresso il simbolo dei Serviti, con le lettere S e M intrecciate e sormontate da una corona. 
Elemento essenziale della vita dell'ordine, oltre a una radicale scelta di povertà evangelica e di servizio al prossimo, è infatti la dedizione totale alla beata Vergine, invocata come "speciale rifugio, madre singolare e propria Signora" dei Servi. Alla loro particolare devozione verso la Vergine Addolorata si ricollega inoltre il simbolismo dell'abito nero, "abito di vedovanza" della Vergine come lo chiama s. Filippo Benizzi che, insieme a s. Pellegrino Laziosi, s. Giuliana Falconieri e, nel secolo X1X, s.Clelia Barbieri, è una delle figure più rappresentative, tra la folta schiera di santi e beati che l'Ordine dei Servi ha donato nel corso dei secoli alla Chiesa
Guglielmo Ponzi


sabato 2 giugno 2012

Il pittore Carlo Angelo Dalverme (1748-1826)



Iconografia del Sacro Cuore
Non solo statue e immagini devozionali ma anche importanti quadri d’autore testimoniano la diffusione del culto al Sacro Cuore nella città e diocesi di san Donnino. 

giovedì 31 maggio 2012

Il Crocifisso dell'antico ospedale di San Giorgio a Fidenza




In un altare del Duomo di Fidenza Dal Verme riprodusse il Crocifisso posto nell’ospedale di S. Giorgio

Si distingue per essere memoria di un antico dipinto andato perduto raffigurante il Santo Crocifisso, ma ancora visibile agli inizi dell’Ottocento nel vecchio teatro di Fidenza. Un disegno che ho potuto osservare da vicino e fotografare, grazie alla disponibilità e cortesia del compianto monsignor Lodovico Bonini, che lo teneva presso di sé.

mercoledì 30 maggio 2012

A due fidentini una medaglia per la loro fedeltà alla patria



Nell'ambito delle manifestazioni in occasione del 2 di giugno, Festa della Repubblica, verrà conferita la medaglia d'onore a due fidentini internati militari (IMI) in Germania durante l'ultimo conflitto mondiale. 
Come già avvenuto in precedenza la consegna avverrà da parte del Prefetto in una cerimonia che si terrà al Teatro Regio di Parma il 2 giugno. 
Ricordiamo che l'onorificienza è un tardivo riconoscimento della loro fedeltà alla patria durante il periodo di prigionia nei lager tedeschi, storie diverse ma che trovano inizio nel settembre 1943, data della resa unilaterale dell'Italia, per finire tra l'aprile ed il maggio 1945 con la liberazione ed apertura dei campi all'arrivo delle  forze armate alleate.
La ricostruzione della storia di ognuno incontra spesso difficoltà connesse sia alla crenza di documentazione che al silenzio che gli internati hanno mantenuto dopo il loro ritorno a casa sul vicende che hanno segnato la loro vita. 

domenica 20 maggio 2012

Un ponte con l'Albania nella pittura di Ettore Ponzi


Faik Skopeci "Su questo manifesto (90 x 60 cm), preparato dal Maggiore Faik SKOPECI, viene presentata l'attività di Ettore PONZI durante la seconda guerra mondiale in Albania. Il manifesto è nell' aula della lingua italiana al Centro della Lingua Straniera delle Forze Armate a Tirana."

http://lucecolore.blogspot.it/2011/10/un-ponte-con-lalbania-nella-pittura-di.html


giovedì 10 maggio 2012

Antonio M. Ferrari, pittore a Borgo nel Settecento


Nel novero degli artisti attivi a Fidenza nella seconda metà del Settecento non va dimenticato il nome di Antonio Maria Ferrari (Piacenza 1736-1802), pittore  piacentino di origine ma  borghigiano d’adozione. L’abate  Zani  lo giudica   “pittore bonissimo”, ma ben poco si conosce della sua vita e della sua formazione artistica, molto probabilmente fu allievo di uno dei pittori prospettici operanti a  Piacenza nel pieno Settecento. 

lunedì 30 aprile 2012

Geometria del Duomo di Fidenza

Premessa
Il titolo originale dello studio, pubblicato nel lontano 1973 sulla rivista "Proposta" della sezione fidentina di Italia Nostra, era "Simbologia e geometria del Duomo di Fidenza". Gli autori, Amos Aimi e Guglielmo Ponzi, sono due studiosi di Fidenza particolrmente attenti alla storia della città ed alle sue testimonianze artistiche. Quello che proponiamo è solo la parte dello studio stesso che introduce ad una lettura della cattedrale e della sua facciata secondo uno schema geometrico, lo stesso schema usato dai costruttori di questa ed altre cattedrali nel dodicesimo e tredicesimo secolo, l'era del Romanico.


Nel sec. XII era iniziato tutto un giovanile ed audace movimento intellettuale. “Il simbolo più luminoso è Chartres, la sua scuola cattedrale con i suoi grandi maestri. Quella scuola esercitò ben oltre il dodicesimo secolo una grande influenza spirituale ispiratrice, che già in questo periodo si irradia dall'Inghilterra fino alla Sicilia e forse anche nell'emisfero islamico.

domenica 29 aprile 2012

Tre opere di G. B. Tagliasacchi conservate nella Cattedrale di Fidenza

Nell'ambito del mio studio "Dipinti provenienti dalla soppressione napoleonica a Fidenza" ospitato nell'ultimo numero di "Aurea Parma" (anno XCIV,fasc.I, gen.-apr.2010) considero anche i tre importanti quadri conservati nella sagrestia grande della Cattedrale di Fidenza, inventariati sotto il nome di Giovan Battista Tagliasacchi (Borgo San Donnino, 1696 ~ Castelbosco Piacentino, 1737), quali oli su tela raffiguranti rispettivamente S.Giovanni Battista 132X168 cm c.a), S. Giustina (86 X 72 cm c.a)e S. Placido (81 X 75 cm c.a).

martedì 17 aprile 2012

L'affresco ritrovato


Matera 13 aprile 1962/2012: l'affresco ritrovato


E' stato recuperato in Germania uno degli affreschi rubati a Matera da Rudolf Kubesch nel 1961-62 e dato per distrutto. Il ritrovamento è stato effettuato da Friedrich Sernetz e Francesco Foschino, che da oltre un anno stavano effettuando ricerche storiche e indagini sul lontano episodio.
Da: MrHyperbros| Inserito il 15/04/2012 alle 10:58

Post ripreso dal sito Lucania-Attiva-e-Democratica



domenica 8 aprile 2012

Cristo Morto nel Duomo di Fidenza



L'immagine di intensa drammaticità è relativa alla scultura lignea del Cristo Morto esposta nel Duomo di Fidenza durante la Settimana Santa. La scultura apparteneva all'oratorio dell Madonna del Pilastro di Fidenza distrutto dalle bombe nel 1944. Il recupero della statua portò la stessa nel possesso del compianto Mons. Ludovico Bonini già cappellano dell'ospedale civile di Fidenza. Per lungo tempo la statua è stata esposta nella cappella dell'ospedale in occasione delle solennità della Settimana Santa, in seguito fu conservata nel Seminario vescovile per essere poi trasferita al Museo del Duomo.

lunedì 26 marzo 2012

L'Annunciazione scolpita nel Duomo di Fidenza




Nel Medioevo la giornata di oggi 26 marzo  era l’inizio dell’anno civile ricordando che, con l’Annuncio dell’Angelo a Maria, la storia ha avuto un nuovo inizio. Questo mistero è stato rappresentato dall’arte cristiana in innumerevoli capolavori.

domenica 25 marzo 2012

Giuseppe Moroni (1888-1959), il volto di Cristo



In questo delicato pastello di Giuseppe Moroni (1888-1959), il  volto,  ben definito e individualizzato, del Crocefisso  sembra esprimere una calma inspiegabile,  la  totale e  incondizionata dedizione di Gesù:  non esitiamo a proporlo, insieme ad altri interessanti inediti conservati presso il Seminario di via Palestro, in relazione alla Pasqua e all’anno sacerdotale indetto da papa Benedetto XVI.