mercoledì 25 dicembre 2013

La Natività presso il museo del Duomo


L'imminenza del Natale ci porta a guardare con grande interesse questa inedita Natività in deposito presso il Museo del Duomo. Di essa sappiamo ben poco, e ignota è pure la sua ubicazione originaria, che ben difficilmente potrebbe essere la chiesa di Sant'Antonio, ove l'opera è ricordata insieme ad altre tele di diversa provenienza, in seguito trasferite nei matronei della Cattedrale.

mercoledì 18 dicembre 2013

Visitazione, tela di Francesco Lucchi nella chiesa della Gran Madre di Dio

Foto di Ircano Cogato


Alla fine di maggio, mese mariano per eccellenza, torniamo nella settecentesca chiesa-santuario della Gran Madre di Dio per ammirare un' antica tela dedicata al tema della Visitazione. Il soggetto, che nel corso dei secoli non ha subito grandi variazioni, è facilmente riconoscibile all'altare della seconda cappella di sinistra.

venerdì 29 novembre 2013

Decorazioni murali nella scala che porta alla cripta del Duomo di Fidenza


Dalla stanza decorata della Confraternita del SS. Sacramento del Duomo di Fidenza si può accedere ad un locale che attraverso una scala permette di scendere al livello della cripta e di entrare attraverso una porta all'altezza dell'altare. Le pareti di questo locale presentano segni di modifiche apportate nel corso dei secoli ed oggi risulta un insieme composito di non facile lettura.

martedì 24 settembre 2013

Memorie di guerra e di prigionia: Sdramsh (Albania) con la "Colonna Gamucci"

PREMESSA

Dopo la presa di Berat da parte delle bande albanesi Ettore Ponzi, riposti gli ultimi lavori in una cassetta militare poi sepolta lungo la sponda del fiume Osum, si diresse con i suoi uomini in direzione di Elbasan sede del comando militare italiano della divisione di appartenenza, la divisione Arezzo. Ettore Ponzi non si fermò ad Elbasan, in quanto nel frattempo, il 12 settembre, la divisione Arezzo era stata sciolta e in balia delle forze tedesche della terribile brigata SS Brandeburgo composta in buona parte di ex galeotti e delinquenti comuni arruolati per la guerra. La stragrande maggioranza dei soldati e ufficiali della Divisione Arezzo si oppose a qualsiasi forma di collaborazione pagando un caro prezzo in termine di caduti nei cruenti combattimenti contro le truppe germaniche e le bande albanesi loro alleate, combattimenti cui seguirono in eccidi di cui furono vittime i soldati e gli ufficiali. Quest'ultimi furono perseguitati con particolare accanimento.

giovedì 19 settembre 2013

Decorazioni della volta del vecchio vescovado di Fidenza

Da una rara serie di cartoline postali degli anni ’20, appartenente alla Collezione Mauro Bandini e pubblicata di recente da Mirella Capretti, possiamo vedere come si presentava all’esterno e all’interno l’antico Seminario Vescovile di Borgo San Donnino, prima della sua totale distruzione avvenuta durante l’ultima guerra mondiale. Ricordato come una delle testimonianze architettoniche più rappresentative del Barocco fidentino, lo storico edificio sorgeva accanto al Duomo, ove era stata costruito tra il 1690 e il 1704 da don Francesco Callegari, lo stesso progettista del santuario mariano di Madonna dei Prati.

martedì 10 settembre 2013

Duomo di Fidenza: la Porta del Cielo

Una lettura teologica della facciata del Duomo

Per il Duomo fidentino non c'è bisogno di soffermarsi ulteriormente sul significato simbolico della porta della chiesa già ampiamente considerata da de Francovich e da altri studiosi come l'elemento centrale su cui converge l'intero sistema iconografico della facciata. ".. ..lo sono la porta e colui che entra attraverso di me sarà salvato": a Fidenza queste parole assumono piena visibilità nell'immagine gloriosa di Cristo che, dall'alto del protiro, nelle sembianze dell 'Eterno tra gli angeli, indica ai pellegrini e ai fedeli la via della salvezza nell'adempimento dei precetti dell'antica legge (ADDI ISRAEL MANDA T A VIT AE) e nella sequela delle beatitudini (BEATI·' P AUPERES SPIRITU). Contornato dai profeti e dagli apostoli, egli rappresenta anche strutturalmente la chiave di volta del portale e, come è stato ipotizzato, l'ideale centro geometrico dell' incompiuta facciata. E' dunque Cristo la vera porta che da accesso alla salvezza: "Christus Janua vera" . Ma l'ingresso del tempio è anche una nota figura della Vergine Maria.

sabato 7 settembre 2013

Berat (Albania) 8 settembre 1943

Berat

Il ponte sul fiume Osum

PREMESSA
Alla vigilia dell’8 settembre in Albania si trovavano dislocate la 9° armata, al comando del generale Dalmazzo, composta dal IV corpo d’armata con sede a Durazzo e dal XXV corpo d’armata con sede ad Elbasan. Ne facevano parte la divisione “Perugia”, la “Arezzo” a Korça, la “Parma” a Valona, il reggimento “Monferrato” a Berat, la “Brennero” a Kruja (nei pressi di Tirana), il reggimento “Guide” a Tirana, la “Firenze” a Diber, la “Puglie” tra Shkodra (Scutari) e Kosove, e contingenti della Marina, dell'Aeronautica, della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

sabato 31 agosto 2013

G. B. Tagliasacchi: la Cena di Emmaus nella chiesa del "Corpus Domini" di Piacenza


All'interno della novecentesca chiesa del Corpus Domini di Piacenza, la Cena di Emmaus di Giovanni Battista Tagliasacchi (1696-1737) si distingue nettamente per la vivezza dei colori e l'eleganza del disegno.
La pala, di certo tra le opere più felici e celebrate del pittore fidentino, è citata da tutte le antiche guide, che la descrivono nell'originaria collocazione sull'altare della cappella del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Piacenza , da dove venne tolta agli inizi del secolo scorso, in seguito ai radicali restauri promossi dal beato Giovan Battista Scalabrini.

giovedì 29 agosto 2013

Le decorazioni della stanza della Confraternita del SS. Sacramento

Nell'unico edificio ancora unito al Duomo di Fidenza situato a destra dell'abside della cattedrale troviamo una stanza al piano terra che presenta interessanti decorazioni. La stanza è così citata nell'articolo del prof. Guglielmo Ponzi dedicato alla cappella del SS. Sacramento: "Si devono infine alla Confraternita del SS.Sacramento anche alcune  tracce di decorazione  con angeli e i simboli della passione emerse in passato, ma tuttora inedite, sulle pareti della  volta di una  sala contigua alla omonima cappella, quasi certamente l’antica sede del pio sodalizio, resa accessibile attraverso una porticina, esistente fino agli ultimi anni sessanta  a lato dell’altare."

martedì 16 luglio 2013

Memorie di guerra e prigionia: quei mesi di luglio ed agosto 1943

Attacco con bombe a mano - Albania 1941
PREMESSA

La situazione venutasi a creare in Italia dopo l'allontanamento di Mussolini vedeva il generale Pietro Badoglio primo ministro. 
Nei territori occupati dalla truppe italiane le operazioni militari continuarono a fianco dei tedeschi. In Albania era in corso un'offensiva su grande scala, iniziata nel mese di luglio, contro le bande che, in varie e spesso contrapposte fazioni, conducevano una lotta contro l'esercito occupante in una alternanza di coalizioni e tradimenti. 
Questa azione offensiva non portò ai risultati attesi, ma s'infranse creando situazioni di isolamento e rischio ai nostri soldati. 
Questi fatti contribuirono a creare quella sfiducia verso gli stati maggiori. 
Nel complesso il nostro esercito arrivò al deprecato giorno dell'armistizio assolutamente impreparato a gestire la complessa situazione per mancanza di disposizioni e informazioni e nello sfacelo di una classe di generali impreparati e subalterni al vecchio alleato.

venerdì 12 luglio 2013

Duomo, la cappella con l’affresco della Crocifissione


Nella storia della chiesa fidentina, le confraternite meritano certamente un posto di rilievo perché sono tra le più antiche espressioni dell’associazionismo laicale e per il ruolo che   hanno assunto nel corso dei secoli  nella vita spirituale, artistica e culturale delle nostre comunità.
Vincenzo Plateretti, nelle sue ormai famose “Memorie per servire alla storia dello stato attuale di Borgo San Donnino”,  ne ricorda cinque  ancora esistenti in città agli inizi del secolo XIX: quella  del SS. Sacramento in Duomo, della B.V. della Misericordia detta dei Cinturati in S. Pietro,  della SS. ma Trinità presso  l’oratorio di S. Giorgio,  del Suffragio “detta del Cordone” nella Chiesa dei PP. Conventuali di san Francesco e  “finalmente quella della Morte, nella Chiesa o Oratorio di S.ta Maria della Rocca, o Madonna del Pilastro”.

mercoledì 19 giugno 2013

Ricordo dell’abate Zani


"Don Pietro si è sempre considerato fidentino, non borghigiano, e come tale si è nominato nel titolo dell’Enciclopedia e del libro sull'Incisione e nell’epigrafe per la sua sepoltura.
È pur vero che Fidenza ha una storia molto significativa costellata da tanti personaggi importanti che non sono ricordati; io ho avuto l’opportunità di conoscere da vicino la vicenda umana di quest’uomo e mi è entrata nel cuore, da incontro sporadico per una ricerca di Scuola è diventata la passione dei miei giorni, per questo mi sento di fare qualcosa per lui. Solo la conoscenza, come diceva Leonardo, porta all'amore."
Mirella Capretti

Quale miglior premessa potevamo scrivere se non quella di citare una frase dell'articolo stesso? Nella frase è espresso tutto l'amore di Mirella per questo nostro massimo concittadino e per la sua, nostra, città
L'articolo è sul "il Risveglio", settimanale della Diocesi di Fidenza è qui proposto nella stesura finale dell'autrice con alcune altre immagini 

giovedì 30 maggio 2013

Un dipinto di Amos Nattini ricostruisce uno degli avvenimenti più celebrati del medioevo fidentino


Con questo suggestivo dipinto del 1961, appartenente al Comune di Fidenza, il pittore Amos Nattini (1894-1985) immagina idealmente l’antica chiesa di San Giovanni, allorché il 30 giugno 1195 accolse i rettori della Lega lombarda, riuniti a Borgo San Donnino per confermare il giuramento di fedeltà ai patti di Costanza. L’avvenimento, impropriamente riferito dagli storici locali come il secondo giuramento di Pontida ( da cui la dedicazione dell’omonima piazza), è ricostruito dal celebre battaglista e illustratore della Divina Commedia con ricchezza di particolari. Vediamo così i vessilliferi con le variopinte insegne dei comuni, i cavalieri con le lance e i loro focosi destrieri, il popolo minuto e, sullo sfondo, la chiesa di San Giovanni pensata col tetto a capanna, il campanile e la facciata ornata di bifore, archetti pensili e protiro, secondo gli schemi propri del romanico lombardo. Solo alcune case sparse, poco più che capanne, completano questa fantastica rappresentazione del medioevo fidentino, pubblicata da M. Bonatti Bacchini insieme al suo pendant raffigurante il passaggio da Borgo di Federico II dopo la sconfitta di Vittoria: probabilmente due bozzetti preparatori per un’opera di più ampio respiro, mai realizzata.

mercoledì 24 aprile 2013

La Resistenza e gli Internati Militari Italiani


Copertina della rivista dell'ANPI del 1996 in cui
troviamo riprodotto un quadro di Ettore Ponzi

La verità non si insegna; bisogna scoprirla, conquistarla. Pensare, farsi una coscienza. Non cercare uno che pensi per voi, che vi insegni come dovete essere liberi. Qui si vedono gli effetti: dagli effetti risalire alle cause, individuare il male. Strapparsi dalla massa, dal pensiero collettivo, come una pietra dall’acciottolato, ritrovare in se stessi l’individuo, la coscienza personale. Impostare il problema morale. Domani, appena toccherete col piede la vostra terra, troverete uno che vi insegnerà la verità, poi un secondo che vorrà insegnarvela, poi un quarto, un quinto che vorranno tutti insegnarvi la verità in termini diversi, spesso contrastanti. Bisogna prepararsi qui, ‘liberarsi’ qui in prigionia, per non rimanere prigionieri del primo che v’aspetta alla stazione, o del secondo o del terzo. Ma passare ogni parola loro al vaglio della propria coscienza e, dalle individuate falsità d’ognuno, scoprire la verità” G. Guareschi, Diario clandestino, 158-159

venerdì 19 aprile 2013

Il bestiario sulla facciata del Duomo di Fidenza


Zooforo dell’archivolto del  portale meridionale

Sono molti, oltre una cinquantina, gli animali, reali, fantastici o mostruosi, intagliati sulle pietre del Duomo fidentino.  Nessuna lettura iconografica si è finora soffermata su di essi, ma le loro immagini, distribuite  sulla facciata, ma anche sui capitelli del loggiato, nell'abside e in cripta,   meritano di essere osservate con  attenzione.

giovedì 21 marzo 2013

Parma, Fidenza e Benedetto Antelami




Un breve articolo pubblicato da Musei Italiani, corredato di un servizio fotografico, ci introduce allo scultore ed architetto Benedetto Antelami cui noi fidentini siamo debitori per quanto ha fatto per il nostro Duomo. Riporto sotto l'articolo biografico-artistico e per le immagini rinvio al sito di origine.

Benedetto Antelami
(1150 ca. – 1230 ca.)

Benedetto Antelami (Val d'Intelvi, 1150 circa – 1230 circa) è stato uno scultore e architetto italiano. Attivo prevalentemente a Parma nell'edificazione del battistero, è uno dei pochi artisti di rilievo del XII-XIII secolo dei quali sia giunto a noi il nome.

Poco ci è noto della sua vita. Forse originario della Lombardia, in particolare della Val d'Intelvi (come sembra suggerire il cognome), dove sono documentati alcuni Magistri Antelami (pronuncia Antèlami), fu comunque attivo solo nell'area di Parma dal 1178 a poco dopo il 1200.

La ricostruzione dei suoi dati biografici prende infatti le mosse esclusivamente dalle due iscrizioni datate che l'artista ha lasciato: quella del 1178 sulla Deposizione della cattedrale di Parma (Benedictus Antelami dictus) e quella del 1196 sullo stipite del portale del battistero della stessa città (Benedictus).

Da questi dati e dal confronto critico delle opere parmensi autografe con altre sculture di area padana e francese, gli studiosi hanno provato a ricostruire più o meno credibilmente la sua origine, la formazione artistica e le vicende professionali che lo avrebbero visto operare come scultore e come architetto.

Egli doveva essere a conoscenza, oltre che della scultura e dell'architettura romanica dell'Italia settentrionale, anche degli sviluppi artistici contemporanei di area provenzale. Si crede, infatti, che abbia lavorato come apprendista alla chiesa di Saint-Trophime ad Arles. De Francovich aveva ipotizzato anche altri due viaggi di formazione, uno nell'Île-de-France (dopo il 1191), dove sarebbe venuto in contatto con le novità dell'arte gotica di Chartres, ed un altro dopo il 1218 a Laon.

Gli storici dell'arte sono concordi nel riconoscere come opere dell'Antelami, oltre alle opere parmensi firmate (la Deposizione e la decorazione scultorea del battistero), anche le sculture del duomo di Fidenza, il ciclo dei mesi destinato al duomo di Parma e altre sculture presenti nell'area padana; la maggior parte degli studiosi crede plausibile un intervento di Antelami come caput megister, una specie di architetto, nei due cantieri del battistero parmense e della cattedrale fidentina.

In questo modo gli estremi terminali della sua biografia ricostruita lo vedrebbero morire quasi ottantenne intorno al 1227-30.




venerdì 8 marzo 2013

La Madonna della tenerezza nel coro della cattedrale


Il coro ligneo della cattedrale nasconde affreschi quattrocenteschi da scoprire o difficilmente osservabili come questa poco nota immagine della Madonna col Bambino dipinta in una nicchia in parte nascosta. 
La prima evidenza fotografica in bianco e nero è stata ottenuta dal don Lino Cassi e pubblicata nel 1979 nel volume curato dai professori Sandra Costa e Guglielmo Ponzi "Il Duomo di Fidenza" sottotitolato  "Ipotesi per un museo" (Quaderni Fidentini N. 10) e così presentata:

venerdì 1 marzo 2013

Il restauro della 1° cappella di destra del Duomo di Fidenza



Indicata solitamente come "prima cappella di destra" vi troviamo un affresco con la Crocifissione di autore ignoto del secolo XVI. Non viene ritenuta di grande pregio, è comunque un discreto affresco, oggi danneggiato. Tutta la cappella si presenta in deplorevole stato per effetto principalmente da infiltrazioni di umidità. Vi sono parti residue di vecchie colorazioni. In miglior stato il medaglione in alto che raffigura la Madonna Assunta sempre di autore ignoto del XVI secolo.

giovedì 28 febbraio 2013

giovedì 14 febbraio 2013

Madonna del Rosario col Bambino in gloria

Pala d’altare databile tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700

Di questo pregevole dipinto, custodito presso la sede del Distretto socio-sanitario, sappiamo soltanto che è stato ritrovato negli anni Settanta nei solai dell’ex Casa di Riposo, ove giaceva abbandonato insieme ad altre antiche tele, sicuramente riconducibili all'importante collegio gesuitico che qui ebbe sede fino all'epoca napoleonica. Probabile pala d’altare, databile tra la fine del Sei e gli inizi del Settecento, il quadro, con ancora i segni dei danni recati dal tempo e dall'incuria, ha per soggetto la Madonna del Rosario col Bambino in gloria sulle nubi con i santi Vincenzo Ferrer, Francesco di Sales e l’Angelo Custode. Si tratta di una composizione piuttosto tradizionale, ma non priva di freschezza e con alcuni spunti iconografici originali, che meritano, a mio avviso, di essere considerati attentamente.

mercoledì 13 febbraio 2013

Natività nella chiesa-santuario della Gran Madre di Dio



Attribuzione invece più certa per questa seconda inedita tela (purtroppo malamente restaurata negli anni '70) esposta nell'abside della chiesa-santuario della Gran Madre di Dio. Si tratta infatti di uno dei pochi dipinti rimasti dopo l'allontanamento dei Padri Gesuiti e la conseguente dispersione degli arredi originari. Ne è autore frate l Giuseppe Barbieri (1642-1733), il cui stile scorrevole e minuzioso emerge chiaramente dal confronto con le figure da lui affrescate, a partire dal 1704, nelle volte del contiguo palazzo, già sede del prestigioso Collegio di Borgo San Donnino.

lunedì 4 febbraio 2013

San Francesco nell'abside del Duomo di Fidenza




Sabato 15 dicembre 2012 al Ridotto del Teatro Magnani, si è infatti tenuta l'attesa conferenza “Romanico e Gotico del Duomo di Fidenza”,  inserita nel cartellone degli eventi culturali di dicembre.

Una tela di Antonio Campi a Busseto


Nell'ex convento dei Minori di Busseto (oggi dei Missionari Identes) si possono ammirare splendide tele. Tra queste una delle più belle attribuite ad Antonio Campi (Cremona 1524-1587). Il prezioso dipinto, collocato nell'oratorio interno al convento, proviene dall'altare della cappella del ss. Sacramento della contigua chiesa te di Santa Maria degli Angeli, ove è rimasto fino agli inizi di del secolo scorso.

sabato 2 febbraio 2013

La planimetria del Duomo di Fidenza


La planimetria del Duomo di Fidenza che qui presentiamo, è frutto di un lavoro di gruppo eseguito dalla “terza A" e dalla “quarta B» della sezione “geometri" dell'Istituto Tecnico ”L. Paciolo" di Fidenza, guidato dal prof. Alberto Allegri, nell'anno scolastico 1972-73. Il prof. Allegri, membro della sezione fidentina di Italia Nostra, ha portato gli studenti a contatto di un insigne monumento del romanico emiliano per una verifica e presa di coscienza. 

sabato 26 gennaio 2013

La Madonna della Ceriola nel Duomo di Fidenza


Il 2 febbraio, quaranta giorni dopo Natale,  la Chiesa Cattolica celebra la Festa della Presentazione di Gesù, anche detta “Festa delle luci“ e tradizionalmente celebrata con il rito della processione e benedizione delle candele (da cui il termine “candelora”).
La “Festa delle luci” ebbe origine in Oriente per estendersi, a partire dal VI secolo a Roma come evoluzione dell’antica festa romana dei Lupercali, ed in occidente assorbendo una varietà di riti pagani di metà inverno e risveglio della natura.
Fino alla recente riforma del calendario liturgico questa festa si chiamava “festa della Purificazione della SS. Vergine Maria“, ponendo l’accento sulla tradizione ebraica secondo la quale, a 40 giorni dal parto, la donna doveva recarsi al Tempio per purificarsi.
La festa della purificazione e presentazione del Signore chiude il periodo delle celebrazioni natalizie ed apre il cammino verso la Pasqua.
Nell'immagine conservata nel Duomo di Fidenza la Madonna ed il Bambino sono collocati su uno sfondo di alberi spogli con evidente riferimento al ciclo agreste/vegetativo di celebrazione della fine dell'inverno e dell'inizio della primavera.
La ricorrenza può assumere nomi diversi a seconda delle regioni, come Candelaia, Siriola, Zariola o Ceriola come appunto viene, forse erroneamente chiamata,  la Madonna del XVI secolo nel nostro Duomo. Nel dialetto borghigiano: sariola. Ma lasciamo ai più esperti una miglior interpretazione sia dell'immagine sia dei termini linguistici popolari.


venerdì 25 gennaio 2013

Il Duomo di Fidenza: gli intarsi marmorei nel pavimento


Il pavimento della cattedrale fu rifatto attorno la metà del 1800 in modo molto discutibile inadatto al luogo. Non a caso coincide con altre modifiche di cattivo gusto quali la decorazione delle tre navate dovuta allo scenografo ed ornatista Gerolamo Magnani e l'apertura di una cappella a destra della crociera della Cripta, recentemente ripristinata.  Ricordiamo comunque che interventi pesanti hanno interessato la cattedrale anche in anni relativamente recenti.

mercoledì 23 gennaio 2013

Il cantiere antelamico del Duomo di Fidenza





Yoshie Kojima

PREMESSA

Sabato 15 dicembre 2013 al Ridotto del Teatro Magnani si è tenuta l'attesa conferenza “Romanico e Gotico del Duomo di Fidenza”, inserita nel cartellone degli eventi culturali di dicembre. L'incontro ha visto la partecipazione di tre studiosi: Yoshie Kojima, autrice del volume “Storia di una Cattedrale” e docente alla Sophia University (Jochi Daigaku) di Tokyo, che ha parlato de “Il cantiere antelamico del Duomo di Fidenza”; Hisashi Yakou, docente di arte europea all'Università di Sapporo, con “La presenza di San Francesco nel Duomo di Fidenza”; Giovanna Valenzano, responsabile del dipartimento dei Beni Culturali di Padova e docente all’Università di Padova, con “L'uso dello spazio in una chiesa di pellegrinaggio nel medioevo europeo: San Donnino” soffermandosi su alcuni spazi all'interno della Cattedrale come la cripta, i matronei e la suddivisione della navata centrale avvalendosi di confronti con altre chiese di pellegrinaggio europee. 

martedì 22 gennaio 2013

Il seme nella terra



        IL SEME NELLA TERRA.

        Distesa coltre
               di neve
        custodisce il segreto
               della terra,
        resa feconda
               dal seme.
        Quanto e come,
               non sai.
        Ma il tepore verrà
               di primavera
        a scioglierne
               il mistero.

 Lino Cassi
 (2002)

Dalla raccolta: "L'orma sulla sabbia"


lunedì 21 gennaio 2013

... ho dipinto la Pace


Avevo una scatola di colori  
Tali Sorek, israeliana

Avevo una scatola di colori,
brillanti, decisi e vivaci.

Avevo una scatola di colori.
alcuni caldi, altri molto freddi.

Non avevo il rosso per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo per le sabbie ardenti.

Ma avevo l'arancio per la gioia della vita.
E il verde per i germogli e i nidi.
E il celeste dei chiari cieli splendenti.
E il rosa per i sogni e il riposo.

Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

Una scatola a colori
Tari Sorek era una ragazza israeliana tredicenne quando ha scritto questa poesia, che ha vinto un premio ed è diventata famosa in tutto il mondo. Attraverso un'immagine molto semplice, Tali ci fa riflettere su ciò che può significare la parola "pace" in una zona come il Medio Oriente, teatro di molte terribili guerre

domenica 20 gennaio 2013

Il calendario 2013 de "il Risveglio"


Il tradizionale calendario che il settimale "il Risveglio" ha preparato per gli abbonati è dedicato quest'anno al tema della Fede, non poteva essere altrimenti nell'anno che vede la Diocesi interrogarsi su questo tema. Affrontare il tema della Fede attraverso immagini non è impresa facile, il calendario 2013 tuttavia ci riesce proponendo mese per mese le sculture del nostro Duomo che da 800 anni di questo cammino sono l'immagine scolpita nella pietra in ordinata sequela.

sabato 19 gennaio 2013

Un pittore di Borgo San Donnino (Fidenza) da riscoprire





Della seconda parte del lavoro di Angela Leandri, pubblicato per i caratteri de "il Risveglio", settimale della Diocesi di Fidenza, riprendiamo la parte dedicata a delineare la figura di Antonio Maria Formaiaroli, nostro concittadino e "pittore bravissimo". In calce diamo in formato immagine il foglio de "il Risveglio" che riporta l'intera seconda parte del lavoro di Angela Leandri, ricordiamo che la prima è stata da noi pubblicata la scorsa settimana col titolo "La Sacra Famiglia di Antonio Maria Formaiaroli (1679-post.1731)". In calce troviamo in immagine l'intera seconda parte dell'articolo.

martedì 15 gennaio 2013

Giovanni Battista Tagliasacchi

Eraclio portacroce - disegno del XVIII secolo attribuito a G. B. Tagliasacchi
Biblioteca Ambrosiana (Milano)
Vai al commento all'immagine



Questa composizione (vedi foto in basso), sapientemnte delineata a penna e acquerello, rappresenta una vera e propria primizia pasquale. Si tratta infatti di un disegno inedito di Giovan Battista Tagliasacchi (Borgo San Donnino 1969-Castelbosco Piacentino 1737), destinato a integrare significativamente il corpus grafico del "nostro" pittore, finora limitato a pochi studi parziali di carattere anatomico. Il foglio, che appartiene alla raccolta della Biblioteca Ambrosiana di Milano dove è stato puntualmente inventariato dal pro! R.R. Coleman, ci offre un 'immagine complessa, di ampio respiro, certamente il bozzetto per una pala d'altare. Di questa originale "invenzione" non esiste memoria alcuna e neppure si conoscono nei repertori del Tagliasacchi opere in qualche modo ad essa collegabili come soggetto.

Giovan Battista Tagliasacchi a Salsominore



L'amorevole figura dell'Angelo Custode che conduce per mano un bambino, simbolo dell'anima a lui affidata, è uno dei soggetti ricorrenti nella iconografia cattolica. Si tratta infatti di un'antica devozione, pienamente legittimata dalle Sacre Scritture e confermata dall'esperienza di numerosi santi. Essa conosce uno straordinario sviluppo soprattutto a partire dal 1670, anno in cui il Papa Clemente X decide di istituire la festa del 2 ottobre ed estendere il culto degli angeli custodi a tutta la Chiesa.

giovedì 10 gennaio 2013

La Sacra Famiglia di Antonio Maria Formaiaroli (1679-post.1731)


Dell'articolo di Angela Leandri, pubblicato per i caratteri de "il Risveglio", settimale della Diocesi di Fidenza, riprendiamo la parte iniziale relativa alla descrizione di un dipinto conservato nella Chiesa di San Antonio a Salsomaggiore. L'attribuzione del dipinto e le sue vicissitudini sono sviluppate nella restante parte dell'articolo. In calce diamo in formato immagine il foglio de "il Risveglio" che riporta l'intera prima parte del lavoro di Angela Leandri, nel numero della prossima settimana ne troveremo il completamento.


Nella chiesa di s. Antonio si trova una “Sacra Famiglia”
che purtroppo si presenta in cattivo stato conservativo