giovedì 25 dicembre 2014

Dalla raccolta "Il Capo Posando" una composizione di Lino Cassi



NUDO TRONCO 

Ti sei abbattuto su di me, Signore!
Hai scagliato a terra tutti i miei frutti.
Hai strappato e disperso le mie foglie.
Uno ad uno
hai spezzato i miei rami.
Ai morsi del gelo
hai abbandonato le mie radici.
Sono nudo tronco,
d'inverno.

Eppure, sulla tua parola,
stretto in questo gelo,
con impazienza attendo
che il sole riavvampi
i rami dei pioppi
e nei fossi riprenda
il saltellìo allegro dei ruscelli
e il grido dei fiori nei prati
esultante annunci
la primavera.


Composizione di Lino Cassi dalla raccolta "Il Capo posando" scritta nel 1996 durante la degenza all'ospedale "Don Gnocchi" di Milano 

mercoledì 3 dicembre 2014

La chiesa di S. Maria in Teodote a Toccalmatto

F. Lucchi detto Scartocino (B.S.D. 1585-1630c.).
"S. Margherita e S. Lucia in carcere", 1619,
Toccalmatto, Chiesa Parrocchiale.

All'inizio del secondo Millennio, una cintura di chiese e conventi contorna l’abitato di Borgo san Donnino. 
Come baluardi spirituali a protezione delle mura, nella parte orientale della città stavano le monache benedettine di san Giovanni, a mezzogiorno verso la collina, i benedettini di San Pietro, a occidente, la chiesa di san Donnino e a settentrione, circa all’altezza dell’attuale piazza Pezzana, la chiesa e il convento delle monache di Santa Maria in Teodote. 

sabato 20 settembre 2014

La pala seicentesca dell'Angelo custode di Pieveottoville


Fra le più recenti ed interessanti iniziative di recupero del patrimonio artistico diocesano va segnalato il restauro della seicentesca pala dell’Angelo Custode della collegiata di Pieveottoville. Promosso e finanziato dalla stessa parrocchia, l’intervento, splendidamente riuscito, è stato realizzato con la consueta cura e perizia da Francesca Ghizzoni che si è avvalsa della direzione scientifica di Mariangela Giusto della Soprintendenza ai Beni Artistici di Parma.

domenica 10 agosto 2014

La Madonna delle Grazie dipinta da Francesco Scaramuzza (1803-1886)

Tra le tante opere di ispirazione mariana di cui è ricca la nostra città, è senz'altro da ricordare la Madonna delle Grazie della chiesa di Santa Maria Annunziata: una bella tela, di chiara impronta romantica, concordemente assegnata a Francesco Scaramuzza (Sissa 1803- Parma 1886) ma di incerta datazione, oscillante tra il 1831 e il 1835.

giovedì 17 aprile 2014

Salsomaggiore, l’Ultima Cena nella chiesa dedicata a S. Bartolomeo di Guglielmo Ponzi


Salsomaggiore, l’Ultima Cena nella chiesa dedicata
a S. Bartolomeo 
Il riferimento artistico è al primo quarto del sec. XVII, in particolare all’ambito borghigiano di F. e G. Lucchi

All'interno della chiesa di San Bartolomeo, una delle ultime testimonianze farnesiane ancora esistenti a Salsomaggiore, è possibile ammirare un dipinto tipicamente pasquale: l’Ultima Cena collocata sulla parete di fondo del presbiterio. Un’ opera di sicuro interesse iconografico, che rimanda all'originaria vocazione eucaristica dell’ edificio, fondato nel 1568 dalla Confraternita ducale del SS. Sacramento.
Riferibile al primo quarto del secolo XVII, e in particolare all’ambito borghigiano di Francesco e Giulio Cesare Lucchi (cfr.: Guida artistica del Parmense) , l’antica tela si caratterizza per la prospettiva scorciata che conferisce alla sala del Cenacolo un aspetto elegante ed addirittura lussuoso, secondo la descrizione che ne danno gli evangelisti Marco e Luca. 

venerdì 28 marzo 2014

Vincenzo Campi (1536-1591) a Busseto


Tra le rare raffigurazioni dedicate al Risorto, esistenti in Diocesi, abbiamo scelto questo piccolo ma denso dipinto attribuito a Vincenzo Campi (1536-1591, facente parte della serie dei Misteri incastonati nell'ancona ottocentesca dell'altare della Madonna del Rosario, nell'omonima cappella, anticamente dedicata a sant'Omobono, che si apre sulla destra del presbiterio della quattrocentesca Chiesa Collegiata di San Bartolomeo a Busseto.

giovedì 20 febbraio 2014

Duomo di Fidenza: il dipinto dell'Ultima Cena


Sul fondo della navata di sinistra in Duomo, la nobilissima Ultima Cena, che campeggia sull’altare del SS.Sacramento, costituisce certamente una delle più alte testimonianze del Seicento fidentino. Il dipinto è da sempre attribuito al pittore fidentino Francesco Lucchi (Borgo San Donnino 1585 -att. 1630), che avrebbe apposto le iniziali F.L. sulla lama di un coltello, notate dal pittore Dal Verme nel corso di un restauro del dipinto eseguito agli inizi dell’Ottocento. Ma un disegno della Pinacoteca Nazionale, chiaramente il bozzetto preparatorio della tela, sembra mettere in discussione questo dato tradizionale. Lo splendido foglio, caratterizzato da una minuta grafia, recherebbe infatti, l’inconfondibile impronta di Giovan Battista Trotti (Cremona 1555- Parma 1619), detto il Malosso, caposcuola del tardo manierismo cremonese e pittore di corte presso i Farnese.

mercoledì 19 febbraio 2014

Un papa a Borgo San Donnino: storia di una reliquia



Papa Eutichiano fu eletto il 4 gennaio 275, successore di papa San Felice,  fu il ventisettesimo Pontefice sulla Cattedra romana. Proveniva Eutichiano dall'antichissima Città di Luni, in Etruria, città posta oggi ai confini tra Liguria e Toscana distrutta poi dai Normanni.
Si colloca quindi il suo pontificato prima delle vicende che portarono San Donnino a subire il martirio che la tradizione colloca nell'anno 299. 

martedì 4 febbraio 2014

Ha conosciuto l'inferno di Tito


La nota che segue è un articolo pubblicato il 15 marzo 1952 dal settimanale diocesano "Il Risveglio" con il titolo: "Ha conosciuto l'inferno di Tito l'angelo stroncato da un immenso dolore". 
Narra una vicenda che ha trovato il suo epilogo tragico il giorno 14 del mese di febbraio 1952, qui, a due passi da noi, ma che è iniziata negli altrettanto tragici anni di guerra nei pressi di Gorizia a Ranziano oggi in territorio sloveno col nome di Renče.

venerdì 3 gennaio 2014

Raimondo Palmieri in un disegno G. B. Tagliasacchi.


Chi intercede presso Maria e il Bambino nel disegno autografo del Tagliasacchi? 
É san Raimondo Palmieri La soluzione del rebus grazie a un’incisione di Oliviero Gatti che ha raffigurato il beato piacentino (1140-1200)

Vorremmo riproporre in questa sede un perfetto esempio della produzione grafica di G. B. Tagliasacchi. Si tratta di un disegno autografo, molto interessante anche sotto l’aspetto iconografico, appartenente alle collezioni della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, dove è stato catalogato da Robert R. Coleman come: “A Saint Intercedes to the Virgin and Child on Behalf of a multitude” (cat. n.7396).