giovedì 12 gennaio 2012

Memorie di guerra e di prigionia: "ma molte cose non le posso ricordare e altre non le posso scrivere!"



Wietzendorf, marzo 1945 autoritratto

Premessa
In questa ultima parte del diario troviamo l'ultimo periodo passato nello campo XVIIIA in Austria e la notizia della morte in circostanze drammatiche della madre Ester avvenuta il 26 ottobre 1943 mentre lui si trovava braccato in Albania. Il 26 ottobre era anche il giorno del compleanno di Ettore! La forza fisica lentamente ritorna con la voglia di reagire. Poi il lungo viaggio di trasferimento attraverso l'intera Germania fino ad approdare a Wietzendorf nell'Oflager 83 dove troverà alcuni fidentini compagni di prigionia. 


Le parole del diario


Oggi giorno 22 Aprile 44 mi sento molto meglio. Forse questo miglioramento è dovuto anche al fatto che ho conosciuto alcuni pittori francesi che mi hanno incoraggiato a lavorare. Infatti adesso ho già fatto alcuni disegni: ritratti, un paesaggio. Però temo che mi mandino via troppo presto a raggiungere gli altri ufficiali i quali so che stanno molto peggio.  Ecco che sono in attesa pronto a partire; ho già avuto il preavviso. Questo mi spiace anche perché lavorando provavo una grande soddisfazione vedendo che pur avendo da tempo trascurato, m’accorgo che ho migliorato nel disegno.
Inoltre questo bel passatempo mi fruttava da mangiare qualcosa di meglio. I francesi furono molto gentili perché oltre di darmi del lavoro, mi procuravano carta da disegno e matite colorate. 26-4-44.

Aprile 1944. penso alla famiglia lontana: a Franca, figlia mia, il più delicato e gentile, bello e profumato fiore di primavera.
“il lieve, dolce e tiepido vento di marzo ti cullò per primo ….
Ambrogetto! Figlio del cocente Agosto, quieto, mesto e affascinante come il tuono. Figlio dell’amore, sei il più bello ed il più buono che sia mai esistito …
Albertina! tu mi hai rivoluzionato il cervello, mi hai messo in tumulto tutti i miei sensi. Tu mi hai anche donato l’amore, la gioia di vivere nella pace di una famiglia felice dai più bei germogli.

Sono i primi di maggio 44 è primavera viennese ancora fredda e senza sole.
Benché mi trovi ancora in una specie d’ospedale fin dal 30 Gennaio, mi sento molto meglio: mi sono tornate le forze ed anche un po’ di buonumore.
Mi sento anzi pieno di forza novella direi quasi come un puledro che vorrebbe correre per liberi campi in fiore anziché essere chiuso fra tanti reticolati alti  guardati da sentinelle. Con ciò ritorna la tristezza ed il desiderio della mia casa: di rivedere tutti, anche il ritratto del mio caro e buon padre.
Anzi vorrei farne un altro più bello e più grande, se fossi a casa. I questi giorni lavoro molto a fare ritratti ai prigionieri i quali mi danno da mangiare buone cose. E se mi sono ingrassato un poco lo devo proprio tutto all’arte, benedetta musa altrimenti non ……… dubito molto.

25 maggio 44 purtroppo ricevetti la seconda lettera di mia moglie cola triste notizia della morte di mia madre. Piansi, purtroppo non molto ma il dolore spera senz’altro qualsiasi altro dolore finora 
Provato, certo supererà anche quelli dell’avvenire qualunque essi siano. Hai! Mamma, mamma, non dovevi andartene prima del mio ritorno.

18-5-44
Dal primo di giugno sto scrivendo ricordi della mia vita trascorsa negli ultimi tempi in terra di Albania.  Scrivo su un piccolo quadernetto tutto quello che posso ricordarmi, ma molte cose non le posso ricordare e le altre non le posso scrivere per motivi vari.
29-30 ecc. Sono in viaggio da Vienna verso la Germania del sud . . . .
Vienna – Linz – Bratislava - Norimberga - Wurzburg –Fulda – Bebra – Hannover –Celle – Witzendorf –

Il viaggio è durato 4 giorni.
Sono 6 giorni che ho la febbre malarica terzana benigna.  Ieri sono stato molto male, la febbre era salita al massimo e per tre volte ho avuto il vomito e sono svenuto per la prima volta in vita mia 23-8.

8-9-44
Ho fatto un ritratto a mia madre coll’acquarello, sono molto soddisfatto del mio lavoro, è riuscitissimo; sembra ancora viva e il sorriso illuminato dal sol è veramente giocondo.

Vedi anche:

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