martedì 6 novembre 2012

Vigoleno in tre dipinti di Ettore Ponzi


Ettore Ponzi - Olio su tavola - 1948
Ettore Ponzi - Olio su tavola - 1955
Ettore Ponzi - Olio su tavola - 1948

Vigoleno, con il suo castello, era una delle mete preferite del pittore. Durante la guerra la sua famiglia si rifugiò in un agglomerato di case nelle vicinanze dove, nel 1945, ritrovò la famiglia al rientro in patria dalla prigionia in Germania.


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Un periodo magico del Borgo nel secolo scorso
Vigoleno e Maria Ruspoli de Gramont 

Maria Ruspoli de Gramont, nata a Roma nel 1888 come principessa Maria Ruspoli figlia di don Luigi e Clelia dei conti Balboni, maritata a Parigi nel 1907 col duca Agenor di Gramont (che morì nel 1925 lasciandole una notevole fortuna che però si esaurì nel giro di un decennio), rimaritata qualche anno più tardi con Jean Hugo (discendente del grande romanziere Victor), 
In una lettera scritta nel 1975, poco prima della sua morte, la Duchessa rievoca il «fatale» incontro col meraviglioso borgo della Valdarda avvenuto 54 anni prima, quando Vigoleno aveva preso a diventare una delle mete favorite delle gite degli aristocratici e dei borghesi benestanti che frequentavano la stazione termale di Salsomaggiore (che proprio allora stava avendo il suo «boom»): gite che si facevano in un paio d'ore a dorso d'asino o di mulo, guadando lo Stirone. 
A Vigoleno la Duchessa risiedette a intermittenza da quel 1921 al 1935, avviando il restauro del castello-palazzo, comprando mobili e arredi preziosi con la consulenza di Pippo Naldi (singolarissima figura di nobile-giornalista-avventuriero), facendo realizzare il teatrino dall'allora celebre pittore russo Alexandre Iacovleff, creando nel borgo una specie di corte rinascimentale in pieno Ventesimo Secolo (fu in vacanza nel castello di Vigoleno che Max Ernst dipinse il capolavoro «La foresta imbalsamata», attualmente custodito nella Menil Collection di Houston, Texas: il titolo, che parafrasa un verso dell'«Aida» di Verdi, gli fu attribuito dalla servitù del castello.
Al castello (e a Salso) trovarono accoglienza il genio multiforme Jean Cocteau, la diva del cinema Mary Pikford, la scrittrice Elsa Maxwell, D'Annunzio, il pianista Arthur Rubinstein e tante altre personalita'del periodo. 

Da un post di Roberto Mancuso (facebook)

Alla morte di Marguerite, Agenore si risposò una terza volta con la principessa italiana Maria Ruspoli : lui aveva 56 anni e lei 19!! Ebbero anche due figli, ma la giovane duchessa non tardò a tradirlo. A Parigi si diceva:
"Le duc de Gramont avait épousé sa première femme pour son écu, la deuxième pour ses écus et la troisième pour son cul ".


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