mercoledì 30 maggio 2012

A due fidentini una medaglia per la loro fedeltà alla patria



Nell'ambito delle manifestazioni in occasione del 2 di giugno, Festa della Repubblica, verrà conferita la medaglia d'onore a due fidentini internati militari (IMI) in Germania durante l'ultimo conflitto mondiale. 
Come già avvenuto in precedenza la consegna avverrà da parte del Prefetto in una cerimonia che si terrà al Teatro Regio di Parma il 2 giugno. 
Ricordiamo che l'onorificienza è un tardivo riconoscimento della loro fedeltà alla patria durante il periodo di prigionia nei lager tedeschi, storie diverse ma che trovano inizio nel settembre 1943, data della resa unilaterale dell'Italia, per finire tra l'aprile ed il maggio 1945 con la liberazione ed apertura dei campi all'arrivo delle  forze armate alleate.
La ricostruzione della storia di ognuno incontra spesso difficoltà connesse sia alla crenza di documentazione che al silenzio che gli internati hanno mantenuto dopo il loro ritorno a casa sul vicende che hanno segnato la loro vita. 



Alla memoria il conferimento per Dante Rainieri, già noto imprenditore fidentino, militare classe 1921.
Per narrare la sua vicenda riporto il racconto della figlia Annamaria:
"Mi sento un po’ a disagio quando parlo della vita di mio padre, perché lo ricordo riservato e schivo, poco disposto a narrare vicende personali, soprattutto quelle che riguardano il periodo della sua vita trascorso nei campi di prigionia tedeschi; durante tutta la sua vita infatti non ha mai parlato di quegli anni, solo qualche accenno anche a noi figlie, e solamente durante l’ultimo periodo della sua esistenza , quando ormai la malattia lo aveva logorato, si lasciava prendere dai ricordi e dalla commozione.
Mio padre si chiamava Dante Rainieri, nato a Borgo San Donnino il 7/02/1921, sottotenente d’artiglieria era addetto ad una postazione antiaerea; il giorno 8 settembre 1943 prestava servizio alla 9° batteria d’istruzione delle reclute del 4°Rgt di Artiglieria Contraerea nella caserma “Duca D’Aosta” Mantova e il giorno 9 insieme ad altri fu imprigionato all’interno della stessa caserma e poi condotto in Germania.
In un primo tempo fu portato a Thorn e immatricolato col n 28563,dopo 15 giorni trasferito a Czestokowa e da qui trasportato alla fortezza di Leopoli dove rimase fino al 10 gennaio 1944, data dell’arrivo a Wietzendorf, Oflag 83, dove rimase fino al 30 novembre; in tale data fu condotto ad Amburgo come lavoratore coatto: il suo compito insieme ad altri era quello di raccogliere le vittime dopo ogni bombardamento e portarle al cimitero dopo averle caricate sui barconi.
Di questo periodo ricordava i bombardamenti su una città ormai allo stremo abitata solo da vecchi, donne e bambini e la morte dei suoi compagni.
Un giorno, al suono dell’allarme che avvisava di una nuova incursione, aveva cercato riparo in un rifugio antiaereo ma ne era stato allontanato; aveva allora atteso la fine del bombardamento nascosto in una buca del terreno dalla quale si era rialzato un po’ malconcio ma vivo. Tornando sui propri passi in cerca dei compagni aveva visto il rifugio dal quale era stato cacciato distrutto e i compagni morti.
Si chiedeva in continuazione il perché la sorte lo avesse risparmiato e non sapeva farsene una ragione.”

Dal suo diario di prigionia:
3 maggio ‘45
Finalmente!! Quanto ho atteso questo momento.
Un manifesto ed alcune telefonate ci hanno avvisati che gli alleati sono entrati in città (Amburgo) e preso possesso dei servizi. Ma perché non vengono? La divisa è in ordine, anzi 100 divise sono in ordine e la bandiera anche. Il pennone è stato procurato e anche la buca scavata davanti al lagerfhurer rosso di bile.
Quando il drappo si alzerà, sfido tutti a trattenere le lacrime. Sono giorni indimenticabili che resteranno scolpiti nel nostro cuore.
………….La Divina Provvidenza ,tanto invocata in questi lunghi mesi ,non ci ha mai abbandonati , il nostro spirito è più saldo che mai e la soddisfazione per aver tenuto fede a tutti i nostri impegni è grandissima.
……….tra pochi minuti la radio deve dare qualche importante comunicazione e tutti pendiamo dall’altoparlante………"

Vedi anche:




Il secondo decorato è il carabiniere in pensione Lino Spaggiari nato a Correggio (RE) ma fidentino dal 1961 quando prese servizio nella nostra città dove vive tuttora.

Spaggiari Lino, classe 1921, dopo la cattura ad Austacos in Grecia nel settembre del 1943 è stato deportato in Austria nello Stalag 398 Pupping per poi essere destinato ai lavori forzati presso la ditta Knorr a Wels, una città statutaria austriaca, seconda per popolazione del land di Alta Austria, dopo Linz.

Qui fu sottoposto a turni di lavoro di 10 ore, le perquisizioni ed i controlli durante le ore lavorative erano normali, ma questo non impedì a Lino Spaggiari di organizzarsi una prima fuga, la libertà durò poco. Catturato e trasferito ad Innsbruk fu di nuovo immesso nel lavoro coatto. Fuggì di nuovo nel marzo 1945 per tornare poi in Italia.

Durante i periodi di latitanza fu aiutato dalla popolazione locale in quanto ai bisogni più elementari.

Liono Spaggiari era un carabiniere e continuò ad esserlo una volta finita la guerra, partecipò nel 1949 alla missione italiana in Somalia (nostra ex colonia), nel 1961 prese servizio presso la stazione dei carabinieri di Fidenza nel 1961 andando poi in pensione nel 1976. 

Nativo di Correggio preferì rimanere a Fidenza dove vive tuttora con i suoi 91 anni appena compiuti.

Il settore dello Stalag XVII B era diventato troppo importante e nel
maggio 1943 fu deciso di dividerlo in due parti creando lo Stalag 398



L'ingresso dello stabilimento Knorr a Wels in una foto recente



Le Medaglie d'Onore
La Repubblica italiana con Legge n. 296/2006 ha concesso 
una medaglia d’onore ai cittadini italiani (militari e civili) 
che nell’ultimo conflitto mondiale furono deportati e internati
 nei lager nazisti. 

Vedi anche:
http://www.ponziettore.it/lager.html

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