venerdì 22 ottobre 2010

L'abate don Pietro Antonio Maria Zani fidentino



Negli ultimi anni è stata rivolta particolare attenzione alla figura dell’abate Pietro Zani, intellettuale di primo piano nella storia del Settecento fidentino, ma anche eminente studioso e profondo conoscitore dell’arte antica, universalmente noto per la sua monumentale, anche se purtroppo incompleta, “Enciclopedia Metodica Critico-Ragionata delle Belle Arti” ( 28 volumi editi dalla stamperia ducale di Parma dal 1817 al 1824 ) e per i pionieristici studi sulle arti grafiche. Collezionista e ricercatore appassionato di storia locale, l’abate Zani, col suo ricco lascito di documenti e memorie manoscritte relative a Borgo San Donnino costituisce tuttora una delle principali fonti cui attingono gli studiosi alla ricerca di dati e notizie per ricostruire le vicende fidentine attraverso i secoli.

Una recente pubblicazione edita dai quaderni storici de “Il Mezzogiorno” raccoglie una serie di nuovi preziosi contributi che, sotto il titolo “L’abate don Pietro Zani Antonio Maria Zani Fidentino”, allargano ulteriormente l’orizzonte degli studi, prendendo in attenta considerazione il materiale in gran parte inedito giacente presso la Biblioteca del Seminario Vescovile. Ne sono autori Paolo Mesolella e Mirella Capretti.
La prima parte del libro, curata da Mirella Capretti, sensibile e tenace cultrice delle memorie storiche locali, ripercorre la straordinaria vicenda umana e intellettuale dell’abate fidentino: dalle sue umili origini borghigiane fino agli anni più fervidi della sua attività di scrittore e ricercatore di fama internazionale che gli ha aperto le porte delle principali corti europee dell’epoca. A questo profilo biografico, che rivela la personalità ricca e complessa di un intellettuale generoso che lavorava con grande sacrificio, si inserisce, sempre a cura di Capretti, una descrizione molto precisa di Borgo come era ai tempi dello Zani.
Nato a Borgo San Donnino il 4 settembre 1748 (nel quartiere della Cittadella, dove la via principale prende il suo nome) Pietro Zani fu ordinato sacerdote nel 1779, dopo aver compiuto gli studi nel seminario diocesano, che allora aveva sede nel notevole edificio tardo barocco sorto nel 1705 a fianco dell’abside del Duomo e purtroppo scomparso in seguito agli ultimi avvenimenti bellici.
Fu protetto e incoraggiato da Leopoldo d’Armstad e Enrichetta d’Este e frequentò insieme al pittore fidentino Girolamo Bertani la principesca dimora situata nell’antica Rocca viscontea. La sua passione per l’arte lo portò a contatto con artisti, capi di stato, principi e papi: da Enrichetta d’Este a don Ferdinando di Borbone, dall’imperatore Francesco II a Napoleone e a Maria Luigia d’Austria, dai papi Pio VI a Pio VII. E poi artisti come Antonio Canova, Angelica Kauffman, Ignazio Untemperger, Angelo Dal Verme e il novarese Damiano Pernati. Morì a Borgo il 12 agosto 1821 e il suo piccolo monumento funerario dallo stile classicheggiante (purtroppo sfigurato negli anni ’80 da una pesante vernice marrone imposta dal solito zelante assessore comunale) è visibile sulla parete destra della chiesa del cimitero.
Una attenta ricostruzione cronologica dei fatti salienti della vita dell’abate Zani, come uomo e come studioso, ci viene poi offerta da Paolo Mesolella che analizza con grande cura una gran mole di manoscritti, lettere, documenti, ma anche rare opere a stampa della Biblioteca del Seminario. Dirigente dell’Istituto scolastico di via Gramsci, intitolato al nostro abate, Paolo Mesolella, che ha alle spalle una lunga esperienza di ricercatore e di autore letterario, è rimasto letteralmente affascinato dall’insigne personaggio fidentino. Con questa pubblicazione lo studioso casertano affronta con particolare impegno i “discorsi introduttivi” dell’Enciclopedia, nonché la lettura e interpretazione degli epistolari e di vari testi, tra cui una curiosa antologia poetica.
Bisogna riconoscere che i due autori, animati anche da un lodevole intento divulgativo, hanno saputo realizzare una ricerca organica e ricchissima di spunti, consultando e riorganizzando in chiave critica l’abbondante materiale messo a disposizione dagli amministratori del nostro seminario: un altro importante passo verso la rivalutazione dell’importante personaggio fidentino, come auspicato a suo tempo da Leonardo Farinelli, primo studioso dello Zani e Direttore della Biblioteca Palatina di Parma nei cui depositi sono conservati altri preziosi documenti attendono di essere pubblicati.
Una citazione a parte meritano le varie illustrazioni che corredano i testi di Capretti e Mesolella.
Tra le immagini più interessanti, oltre al famoso ritratto del pittore di Cavalese Ignazio Untemperger, noto attraverso una copia attribuita al Dal Verme ( l’originale che si credeva distrutto in seguito ai bombardamenti del ’44 pare sia “misteriosamente” ricomparso a una casa d’aste), abbiamo un altro curioso e poco conosciuto ritratto litografico con l’abate Zani intento ad esaminare con la lente la stampa di Tommaso Finiguerra, pubblicato, come puntualizza Mirella Capretti, da Jean Duchesne nel 1826 che lo riprende da un’incisione di Vivant Denon. Particolarmente ricco è l’apparato iconografico riguardante Borgo: mappe e prospetti di edifici storici ma anche disegni che documentano opere d’arte, alcune delle quali non più esistenti, come le pitture trecentesche dell’antica chiesa di san Antonio distrutte al tempo di Napoleone, disegnate su incarico dello stesso abate.
Di notevole interesse sono pure le rarissime immagini dell’antico seminario riprodotte in una serie di cartoline postali del primo Novecento, appartenenti al collezionista fidentino Mauro Bandini.     
M. P. 
(Pubblicato dal settimanale diocesano  il Risveglio della diocesi di Fidenza il 21 ottobre 2010)

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