lunedì 26 luglio 2010

Memorie di guerra e di prigionia: Stalag XVII - Austria

Premessa
Lasciato l'ospedale militare di Semlin il 16 marzo 1944, Ettore Ponzi fu imbarcato su una nave della Croce Rossa con destinazione Vienna. Percorse quindi il lungo tratto del fiume Danubio da Belgrado a Budapest quindi a Vienna. A piedi raggiunge poi uno dei campi di concentramento dislocati in Austria sotto la denominazione generale di Stalag XVII che all'epoca comprendeva i seguenti campi Stalag XVIIA a Kaisersteinbruch, Stalag XVIIB (244) a Gneixendorf, Stalag XVIIC a Edelbach-Döllersheim, Stalag XVIID (398) a Pupping e Dulag (campo di transito) 231.
Dovrebbe trattarsi dello Stalag XVII A a sud-est di Vienna. L'unico indizio è la foto di cui mostriamo fronte e retro, inviata dalla famiglia e timbrata per benestare (GEPRUFT) dalla censura del campo.
Questi campi erano sorvegliati da soldati veterani austriaci e, anche per questo, le condizioni erano migliori di quelle dei campi in Germania. Tra i prigionieri i più numerosi erano i francesi e gli inglesi catturati nella Battaglia di Francia ma erano presenti anche prigionieri slavi, italiani e britannici.
Tutti questi campi furono poi liberati dall'esercito sovietico. La particolare situazione dei militari italiani era l'esclusione dagli aiuti che la Croce Rossa, questo per il fatto che i militari italiani non erano considerati prigionieri di guerra. per loro era stata coniata l'ambigua categoria di IMI (Internati Militari Italiani). La foto sopra, scattata in località Bandera di Vernasca, fu una delle poche cose trasmesse dalla famiglia durante la permanenza nel campo austriaco e giunte a destinazione.

Le parole del Diario
"Successivamente venni imbarcato su una bellissima nave ospedale sul Danubio e portato fino a Vienna. Dalla stazione di Vienna, dopo una lunga marcia, raggiungemmo un campo ove, oltre agli italiani, vi erano anche inglesi e francesi. Rimasi lì fino a luglio, convalescente assieme a francesi e cecoslovacchi. Feci amicizia con alcuni pittori di altri paesi e potei disegnare e acquerellare molti ritratti, specialmente di francesi che si mettevano in fila e aspettavano il loro turno. Questo periodo di pace durò fino a luglio; dopo dovetti affrontare un lungo viaggio in treno fino a Wietzendorf qui venni messo a tacere tra i reticolati del campo di concentramento fino alla fine della guerra e anche dopo, fino all'agosto del 45."


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