Esposizioni

giovedì 9 luglio 2026

Locandine, edicole, maestà: devozione e sacralità popolare lungo le vie cittadine ed extraurbane

 

Madonna del Voltone

Locandine, edicole, maestà permangono, spesso nella precarietà, lungo le vie cittadine. Sono presenze discrete, come si addice a testimoni di una cultura ormai aliena.
Eppure un testimone nasconde sempre un racconto che potrebbe sorprenderci se solo  conservassimo ancora un barlume di curiosità.

porticato perduto di Borgo del Vescovo

"carboncino del 1970 che ricorda i Portici del Vicolo Vescovado, che si trovavano di fronte all’abside del Duomo ..." (Catalogo della mostra "L'Isola del Vescovo di Fidenza..., 2010, a cura di Gianpaolo Gregori)
 

Chi ha avuto la fortuna di aver tra le mani il catalogo della mostra "L'Isola del Vescovo di Fidenza nelle opere di Ettore Ponzi", edito nel 2010 dal Museo diocesano di Fidenza, avrà certamente ammirato scorci del vecchio Borgo che poco riscontro oggi hanno nelle immagini fotografiche o di stampa che si sono conservate e, tanto meno, nella toponomastica attuale e in quella ricordata.

La Beata Vergine col Bambino per il "Parocho" di S. Margherita D. Zucchi

 




    Pittore di “storia tanto sacra che profana”, Carlo Angelo Ambrogio Dal Verme (Borgo San Donnino 1748-1815) si distingue tra i pittori del Settecento fidentino, per lo stile sobrio e misurato e una convinta partecipazione al soggetto religioso. La sua feconda attività - pale d’altare, ritratti, disegni e anche impegnative decorazioni murali - conferma il legame con la tradizione parmense rappresentata da Antonio Bresciani (1720-1777) di cui fu allievo all’Accademia di Parma.[1]

    All’elenco delle opere redatto da Angela Leandri (che ricorda l’amicizia con l'abate Pietro Zani e l’alunnato presso il seminario diocesano fino al conseguimento dello stato clericale), penso si possa aggiungere questo grazioso ovale (cm. 80x60) raffigurante la Madonna col Bambino, fortunosamente ritrovato negli anni 70’ dall’indimenticato parroco di Cabriolo di Fidenza don Otello Terzoni ed entrato successivamente a far parte delle collezioni del palazzo vescovile.

Il Santuario della Madonna di Careno in un saggio dell'amato Prof. Vito Ghizzoni, Fidentino Benemerito

 Il 13 giugno del 2013 il Consiglio Comunale di Fidenza conferiva la cittadinanza benemerita al professor Vito Ghizzoni con questa motivazione: 

«Per il suo impegno nella Comunità fidentina come insegnante, per il suo alto livello di cultura e studioso dell’arte e per il suo costante e appassionato amore per Fidenza, la sua terra e i suoi monumenti.»
Ne abbiamo ampia cronaca nell'articolo "Lino Cassi e Vito Ghizzoni Cittadini Benemeriti" di martedì 11 giugno 2013 dove troviamo anche una breve, essenziale, biografia del nostro professore.

Autore di studi sulla storia medievale e rinascimentale particolare attenzione ha dedicato alla storiografia della dinastia Pallavicino e alla riscoperta del territorio dello Stato Pallavicino, di cui furono capitali Busseto e Cortemaggiore e di cui pure fece parte Fidenza. 
Il suo racconto rifuggiva sempre dalla mera divulgazione della cronaca o dal trarre affrettate conclusioni preferendo l'approccio multidisciplinare inserendo riferimenti e considerazioni artistiche, poetiche e finanche esoteriche. In questo modo i suoi studi risultano particolarmente apprezzati, è il caso di questo breve lavoro estratto dagli atti della "XX RAVENNATENSIA - CENTRO STUDI E RICERCHE ANTICA PROVINCIA ECCLESIASTICA RAVENNATE", che ci conduce all'estremità sudorientale della diocesi. Appena oltre, 1500 anni fa, fiorì la cultura longobarda di Varsi e della Val Ceno!
Ambrogio Ponzi

 

Vito Ghizzoni


Il Santuario della

Madonna di Careno