Il 13 giugno del 2013 il Consiglio Comunale di Fidenza conferiva la cittadinanza benemerita al professor Vito Ghizzoni con questa motivazione:
«Per il suo impegno nella Comunità fidentina come insegnante, per il suo alto livello di cultura e studioso dell’arte e per il suo costante e appassionato amore per Fidenza, la sua terra e i suoi monumenti.»
Infine, bella come e forse più di una epigrafe, la frase del vescovo di Parma mons. Francesco Magani nel decreto che erige a Santuario la Chiesa di Careno 29 genn. 1902):
Suggello sapiente a tanti secoli, ora luminosi ora oscuri, a tante vicende, ora note ora sfuggenti …
NOTA BIBLIOGRAFICA
- Mons. Angelo MICHELI, Pellegrino sacro (nella faustissima circostanza della inaugurazione della nuova Chiesa Parrocchiale, 25 settembre 1927).
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| Figura 2 - Careno |
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Figura 3 |
* Estratto da: XX RAVENNATENSIA - CENTRO STUDI E RICERCHE ANTICA PROVINCIA ECCLESIASTICA RAVENNATE
[i] " Traduzione: "E qui in capo al monte / vestito come un conte".
[ii] V. GHIZZONI, Antologia della letteratura pallavicinia, in "Parma nell'arte" n. 2, 1970. Ristampa: Parma, La Nazionale 1971.
[iii] Traduzione letterale: "Mille erano passati cinquanta meno sei nell'ordine della messe / mentre o grande Gherardo / comandi che sia fatta questa mole"
[iv] Vexata quaestio quella dell'identità di Adalberto (comunemente chiamato del Baden) che venne in Italia nel 960 quale Vicario imperiale di Ottone I, che ebbe in feudo Careno e Pellegrino nel 981, e quindi sarebbe morto in tarda età se nel 1034 0 di Adalberto stesso che chiameremo I e di un nipote che chiameremo Adalberto II. Dopo gli studi di quei due "colossi" che furono Ludovico Antonio Muratori e Goffredo Guglielmo Leibnitz, Adalberto I può essere considerato il progenitore degli Obertenghi (Pallavicini e Pallavicini, Malaspina, Hannover, Estensi) e per questo si poté celebrare in Roma—nel 1960 — quel "Millenario Obertengo" (palazzo Pallavicini al Quirinale) che terminò con l'indimenticabile Udienza di Papa Giovanni in Vaticano.
[v] ARAM HANC / VETUST. CORRUPTAM / JUL MARIA CARD. EPISCOPUS / DE SOMAGLIA -SERE SUO REFECIT. A. MDCCCXXI (Nell’anno 1821 il Card. Vescovo Giulio Maria della Somaglia riedificò a proprie spese questo altare) - iscrizione nel santuario.
[vi] Traduzione: "Stefano III, Pontefice Massimo, ad istanza di Desiderio, Re dei Longobardi, conferì in perpetuo al Rettore della Chiesa di Careno la dignità di Abate Mitrato".



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