giovedì 21 marzo 2013

Parma, Fidenza e Benedetto Antelami




Un breve articolo pubblicato da Musei Italiani, corredato di un servizio fotografico, ci introduce allo scultore ed architetto Benedetto Antelami cui noi fidentini siamo debitori per quanto ha fatto per il nostro Duomo. Riporto sotto l'articolo biografico-artistico e per le immagini rinvio al sito di origine.

Benedetto Antelami
(1150 ca. – 1230 ca.)

Benedetto Antelami (Val d'Intelvi, 1150 circa – 1230 circa) è stato uno scultore e architetto italiano. Attivo prevalentemente a Parma nell'edificazione del battistero, è uno dei pochi artisti di rilievo del XII-XIII secolo dei quali sia giunto a noi il nome.

Poco ci è noto della sua vita. Forse originario della Lombardia, in particolare della Val d'Intelvi (come sembra suggerire il cognome), dove sono documentati alcuni Magistri Antelami (pronuncia Antèlami), fu comunque attivo solo nell'area di Parma dal 1178 a poco dopo il 1200.

La ricostruzione dei suoi dati biografici prende infatti le mosse esclusivamente dalle due iscrizioni datate che l'artista ha lasciato: quella del 1178 sulla Deposizione della cattedrale di Parma (Benedictus Antelami dictus) e quella del 1196 sullo stipite del portale del battistero della stessa città (Benedictus).

Da questi dati e dal confronto critico delle opere parmensi autografe con altre sculture di area padana e francese, gli studiosi hanno provato a ricostruire più o meno credibilmente la sua origine, la formazione artistica e le vicende professionali che lo avrebbero visto operare come scultore e come architetto.

Egli doveva essere a conoscenza, oltre che della scultura e dell'architettura romanica dell'Italia settentrionale, anche degli sviluppi artistici contemporanei di area provenzale. Si crede, infatti, che abbia lavorato come apprendista alla chiesa di Saint-Trophime ad Arles. De Francovich aveva ipotizzato anche altri due viaggi di formazione, uno nell'Île-de-France (dopo il 1191), dove sarebbe venuto in contatto con le novità dell'arte gotica di Chartres, ed un altro dopo il 1218 a Laon.

Gli storici dell'arte sono concordi nel riconoscere come opere dell'Antelami, oltre alle opere parmensi firmate (la Deposizione e la decorazione scultorea del battistero), anche le sculture del duomo di Fidenza, il ciclo dei mesi destinato al duomo di Parma e altre sculture presenti nell'area padana; la maggior parte degli studiosi crede plausibile un intervento di Antelami come caput megister, una specie di architetto, nei due cantieri del battistero parmense e della cattedrale fidentina.

In questo modo gli estremi terminali della sua biografia ricostruita lo vedrebbero morire quasi ottantenne intorno al 1227-30.




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