lunedì 30 gennaio 2012

Album di ricordi


Ricorre domani, 31 gennaio 2012, il ventesimo anniversario della morte di Ettore Ponzi, pittore a Fidenza e di Fidenza. 
Questo è un piccolo album di foto, che lo vedono al lavoro in luoghi diversi.

mercoledì 25 gennaio 2012

La testimonianza esemplare di Vascelli Renzo, internato militare.


Semplice, essenziale e completa questa nota di Renzo Vascelli, internato militare durante l'ultimo conflitto mondiale, che ci racconta la sua esperienza non di eroe, che tale non si riconosce, ma di italiano che non ha mai cessato di considerarsi tale. Racconta lo smarrimento iniziale, il viaggio, la fame, il lavoro coatto, la fedeltà alla Patria.  Renzo verrà insignito, insieme ad altri tre fidentini, della Medaglia d'Onore; la cerimonia avverrà in Prefettura a Parma il 27 gennaio prossimo.

martedì 24 gennaio 2012

Medaglia d'Onore a quattro fidentini reduci dai lager nazisti


Gli Internati Militare Italiani godevano di minori garanzie rispetto ai militari di altri paesi belligeranti che condividevano con loro i campi. Parliamo dei prigionieri di nazionalità inglese, francese, belga, americana e di altri paesi a questi alleati mentre particolare durezza era riservata ai prigionieri russi per il fatto della mancata adesione del loro paese alla Convenzione di Ginevra. Anche agli italiani non veniva applicata la citata convenzione in quanto non erano riconosciuti come prigionieri di guerra, per essi era stata creata una categoria speciale quella degli Internati Militari Italiani (IMI) che prevedeva il lavoro coatto o la trasformazione in lavoratori civili con qualche beneficio di cibo e movimento. Il passaggio inverso da lavoratore civile ad internato era comunque discrezionale e spesso punitivo. I lavori cui erano poi sottoposti i lavoratori erano spesso peggiori della prigionia stessa nei campi. 

A quattro fidentini una medaglia per la loro fedeltà alla patria
(articolo pubblicato sul settimanale "Il Risveglio" il 20 gennaio 2011) 

domenica 15 gennaio 2012

Cristo sulla croce nella cappella del Crocifisso

Nella Cattedrale di Fidenza nella cappella del Crocifisso, al centro del paliotto in legno dipinto, c'è un piccolo capolavoro finora sfuggito all'attenzione degli studiosi che si sono occupati della nostra Cattedrale. È una raffigurazione monocroma di Cristo languente sulla croce, splendidamente realizzata con toni tenui e delicati che fanno pensare a un accurato disegno su carta o a una miniatura. L'immagine, fedele ai canoni dell'iconografia tradizionale, è contornata da un fitto e coloratissimo intreccio mistilineo su fondo nero, con girali d'acanto, ravvivati da uccelli, foglie, fiori, frutti e altri motivi pendenti, come nelle tipiche decorazioni a finte tarsie marmoree dei paliotti in scagliola, largamente diffusi nelle nostre chieste tra il '600 e il '700.


giovedì 12 gennaio 2012

Memorie di guerra e di prigionia: "ma molte cose non le posso ricordare e altre non le posso scrivere!"



Wietzendorf, marzo 1945 autoritratto

Premessa
In questa ultima parte del diario troviamo l'ultimo periodo passato nello campo XVIIIA in Austria e la notizia della morte in circostanze drammatiche della madre Ester avvenuta il 26 ottobre 1943 mentre lui si trovava braccato in Albania. Il 26 ottobre era anche il giorno del compleanno di Ettore! La forza fisica lentamente ritorna con la voglia di reagire. Poi il lungo viaggio di trasferimento attraverso l'intera Germania fino ad approdare a Wietzendorf nell'Oflager 83 dove troverà alcuni fidentini compagni di prigionia. 

lunedì 9 gennaio 2012

L'Occhio che tutto vede

L'Occhio che tutto vede al centro dell'affresco
(Fidenza - ex Collegio dei Gesuiti)
Decora il soffitto di una scala dell'ex Collegio dei Gesuiti di Fidenza un affresco al centro del quale troviamo un occhio da cui si dipartono raggi che terminano in una corona di nuvole. Dell'affresco fa parte una cornice che ripete elementi della scalinata principale, il tutto racchiuso in una ulteriore cornice in stucco.
La scala è inserita in un vano la cui collocazione è in opposizione alla scalinata principale  insistendo sull'angolo nord-est del cortile interno mentre la scalinata principale è sull'angolo sud-ovest.

mercoledì 4 gennaio 2012

Notte e alba d'una Cattedrale: cronaca di un evento

L'intervento in apertura della dottoressa Lina Callegari
Un innegabile successo di pubblico e di copie vendute ha coronato la presentazione del volume di Umberto Primo Censi e Gianandrea Allegri "Notte e alba d'una Cattedrale" sottotitolato "La Pieve-santuario di Borgo San Donnino nei secoli IX-XII". Dissipati quindi i timori degli autori e del responsabile della collana "Il Trabucco" Guglielmo Ponzi che ritorna quindi sulla scena della cultura fidentina con questo saggio che, come dirà poi il relatore prof. Marzio Dall'Acqua, fa rivivere altri felici momenti di elaborazione culturale in una città che, a questo proposito, si muove "a corrente alternata". Ricorda infatti Marzio Dall'Acqua che circa cinquant'anni fa, a Fidenza, lui ed altri stessi protagonisti di oggi avevano vissuto un momento analogo che si era concretizzato in alcune notevoli iniziative quali l'uscita della rivista d'arte e cultura "Proposta" e la nascita della sezione locale di Italia Nostra cui il nome di Guglielmo Ponzi è indissolubilmente legato.

lunedì 2 gennaio 2012

La gloria di San Donnino

Il volumetto pubblicato nel 1997 in occasione dei settantanni della ricorrenza del cambiamento del nome della città inaugurava la collana "Il Trabucco" che quest'anno vede l'uscita del secondo libro della collana dal titolo "Notte e alba d'una Cattedrale".
In occasione della presentazione di questo secondo volume verrà riproposto un limitato numero di copie del primo volume che raccoglie gli scritti di personaggi che, transitando o soggiornando a Borgo San Donnino o a Fidenza, hanno lasciato un ricordo di questa loro visita. 



Quale progetto di città precede il nostro Duomo?



"Tra le città, che nella lunga distesa della pianura padana, portano in grandiosi monumenti sacri le vestigia memorabili del tempo medievale, Fidenza si mostra subito in una posizione molto singolare.

domenica 1 gennaio 2012

Colloquio con gli autori del volume "Notte e alba d'una Cattedrale"




Ho incontrato Umberto Primo Censi e Gianandrea Allegri ponendo loro alcune domande e raccogliendo le loro risposte in merito al loro studio in via di pubblicazione e che sarà presentato mercoledì 4 gennaio presso il Ridotto del Teatro G. Magnani di Fidenza. L'articolo del settimanale "Il Risveglio" riporta nella forma dell'intervista questo colloquio che poi, per comodità di lettura, ho trascritto più sotto in questa stessa pagina.
Nel lasciarli ho posto la domanda più provocatoria: come pensate venga accolta la vostra proposta?
Allegri ha risposto in modo dotto e nel contempo cauto con queste parole che rimando a memoria:
“Habent sua fata libelli” è la frase di Terenziano Mauro, un grammatico latino del. III sec. d. C. Nel caso specifico l’ho adattata e interpretata in questo modo: Tutti i libri (indipendentemente dal loro valore intrinseco) sono, in tempi più o meno lunghi, destinati all’oblio, quelli storici di solito invecchiano e muoiono prima.
Censi ha invece preferito sbilanciarsi di più e ne è uscita questa risposta:
Premesso che ognuno da quello che ha, se tu ti riferisci all’ambito storico una ricerca può essere sostanzialmente valutata in base a tre parametri: l’adeguatezza della coordinazione storiografica in funzione all’oggetto, la correttezza nell’impiego del metodo storico-critico e la serenità, che solo il distacco permette di raggiungere. Siamo abbastanza tranquilli su tutti questi versanti. Ovviamente non esistono antidoti che impediscano di commettere errori e omissioni, lo studio e la cura li attenuano solo un poco; occorre possedere l’umiltà e l’onestà intellettuale di metterli in conto preventivamente e di ammetterli quando vengono rilevati da altri.
Se invece ti riferisci ai circoli fidentini alla domanda dovrebbe rispondere Mino, che conosce meglio il clima culturale e politico. Nessuno ci ha commissionato il lavoro e non abbiamo né chiesto, né avuto nulla, ci bastano le parole di chi ha poi fatto in modo che il libro venisse pubblicato. Comunque, quale che sia l’accoglienza, guardiamo avanti; volgendoci indietro si può rimanere di sale, come la moglie di Lot.