venerdì 31 agosto 2012

Cattedrale di Fidenza: il volo di Alessandro




Ogni pietra non è li per caso. Parlo del Duomo di Fidenza, delle sue pietre, delle sue sculture ed anche delle sue mutilazioni. Nella Torre di destra, la Torre del Trabucco, troviamo una singolare pietra scolpita isolata rispetto alle altre sculture ordinate in sequenza narrativa. E' una formella di arenaria alta 77 cm. e larga 80 molto corrosa che ha suscitato varie interpretazioni. Tradizionalmente a Fidenza si identificava il personaggio come l'imperatrice Berta che filava, interpretazione avvalorata da studiosi anche in tempi non troppo remoti come il R. Tassi nel volume Il Duomo di Fidenza edito dalla Cassa di Risparmio di Parma nel 1973. 

La soluzione dell'enigma avvenne Come ben vide il De Francovich, la formella presenta invece "il mitico conquistatore macedone, seduto su un trono al quale sono legati due grifoni che s'involano verso il cielo attratti dalla carne (forse due animali) infilzata sulle due lance tenute in mano dal sovrano" come riporta anche" come riportato dal catalogo del Museo del Duomo di Fidenza.



Una volta stabilita la corretta lettura dell'immagine racchiusa nella formella è necessario capirne il significato e, di riflesso, il perché della collocazione nella torre di destra del duomo in prossimità del portale sud che immette alla navata di destra ed al fonte battesimale.
Secondo l’antica leggenda il re macedone pensò di volare incatenando due grifoni alati ad una sorta di contenitore spronando al volo le due mitiche bestie con due pezzi di carne infilati su altrettante aste. L'ascensione non raggiunse il suo fine ma Alessandro e le due bestie ne uscirono senza danno. 
In genere, nella tradizione cristiana medioevale, il tentativo di Alessandro Magno fu considerato nel suo aspetto negativo di sfida al cielo a simboleggiare l’orgoglio ed solitamente veniva associato ad altri gesti peccaminosi come la lussuria e l'ira.
Nel caso del Duomo di Fidenza questa interpretazione in negativo collocherebbe la scena in continuazione del fregio sovrastante se in questo vogliamo leggere la rappresentazione dei peccato nei suoi vari aspetti, interpretazione questa tradizionale ma non unica. 
Questa lettura in senso negativo si sviluppò nel sud d'Italia in epoca normanna mentre in precedenza ed anche successivamente la rappresentazione assumeva un significato non negativo che suggeriva il desiderio di ascendere verso il cielo. 
Altri studi hanno tentato interpretazioni diverse e più complesse ricollegando ad esempio la figura del condottiero macedone alla esaltazione dell'idea imperiale medioevale anche in rapporto al ciclo di altorilievi in cui domina la figura di Carlomagno.


In questa rappresentazione nella chiesa di S. Maria della Strada a Matrice la storia leggendaria rinvia al salire in alto senza connotazioni negative.

Ritroviamo la stessa rappresentazione nel mosaico del pavimento della Cattedrale di Otranto che sembra senz'altro esaltare la regalità dell'imperatore. L'intero mosaico presenta una complessa simbologia non completamente decifrata.
La lastra bizantina con il volo di Alessandro, bottino della IV crociata del 1204,  è priva del valore negativo connesso all'ascensione celeste rappresentato nei mosaici normanni ma inserisce il mito di Alessandro nella mistica imperiale.



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