lunedì 2 gennaio 2012

Quale progetto di città precede il nostro Duomo?



"Tra le città, che nella lunga distesa della pianura padana, portano in grandiosi monumenti sacri le vestigia memorabili del tempo medievale, Fidenza si mostra subito in una posizione molto singolare.
Tra Piacenza, Parma, Cremona, Modena e Ferrara, ognuna con la sua storia, la sua tradizione e la sua arte, Fidenza, città non grande e dal destino diverso, ha una Cattedrale che per bellezza, contenuto spirituale e mantenimento delle strutture originarie pareggia e talvolta supera le costruzioni simili di quelle. In apparenza quindi non corrispondente al territorio che la circonda; ma si dovrà invece pensare a un rapporto inverso e giudicare quel territorio, quelle case e la popolazione che le abita dalla loro cattedrale." (Roberto Tassi 1973)
Il "rapporto inverso"  auspicato dal Tassi potrebbe essere risolto ponendo la Cattedrale come punto di arrivo e non di partenza per capire la nostra città. Questo ci porta a esaminare il fermento culturale nel nostro territorio e in quelli che con esso hanno in qualche modo interagito in epoca medioevale. Su questa linea  si muove il lavoro di Censi ed Allegri "Notte e alba di una Cattedrale" che persegue l'obiettivo anche attraverso una mappatura puntuale e completa e ragionata del territorio. Due mappe fuori testo sono infatti allegate al volume e lo arricchiscono.
Il Duomo quindi come punto di arrivo di un progetto di città che non ha trovato poi, nei secoli successivi, compimento. Bisognerà arrivare alla dominazione dei Farnese per assistere al tentativo di creare un nuovo progetto di città.





Tornando al lavoro datato 1973 del Tassi richiamiamo un altro interessante passaggio: 
"Sul Duomo di Fidenza e sulle chiese che lo precedettero sono state raccolte dagli storici locali numerose documentazioni, storie e notizie, ma quasi tutte prive di vera attendibilità"  (Roberto Tassi 1973)
In questo giudizio il Tassi comprende gli studi di Vittorio Pincolini, Pietro Granelli e Giuseppe Micheli, salva con riserva il solo Guglielmo Laurini.
A questi nomi di storici, archivisti e studiosi oggi potremmo aggiungere altri nomi. Non mancano certo studi pregevoli sul nostro duomo e trame di lettura delle pietre scolpite nella facciata, ora, grazie al lavoro di Censi ed Allegri, "l'attenzione è focalizzata sull'alto medioevo fino alla fondazione della Cattedrale, quando gli ambiti religiosi e socio-economici erano avvinti in un nodo strettissimo" come ci dice la professoressa Lina Callegari  nella sua presentazione ripresa all'inizio del volume.


Il volume verrà presentato alla cittadinanza mercoledì 4 gennaio
alle ore 17.30 presso il Ridotto del Teatro G. Magnani a Fidenza

1 commento:

Marisa Guidorzi ha detto...

Si può azzardare una considerazione, visto che oggi 2016 l'argomento è attuale?
Se la Cattedrale rientra in un progetto di città nel Medioevo, forse si può aggiungere che la costituzione della Diocesi nel 1601 lo ha completato. Ha dato a Borgo l'ultimo anello mancante per rendersi finalmente autonomo dai propri vicini.
Oggi potrebbe bastare una Cattedrale per mantenere la stessa dignità?