martedì 27 dicembre 2011

Cartolina di Natale


Anche nel lager puntuale arrivava il Natale, ma gli auguri dovevano "passare" il visto della censura. Andò bene in questo caso e la cartolina postale arrivò a destinazione, quando precisamente non mi è dato di sapere, so invece che fu spedita dal campo di Lipsia il 24 dicembre 1944, la vigilia di Natale, e che da 67 anni arriva puntuale ad ogni nostro Natale.
Significativa l'immagine evocata da Aldo B., un fidentino rimasto sempre fidentino anche se trapiantato a Milano. L'immagine "sognata" è quella del nostro Duomo. Ma ecco il testo che trascrivo per rileggerlo ancora una volta:

"Duomo? Com'è più bello ed argentino.-
Il noto fischio, un colpo di porta ci scuote.
Era un sogno.-
Com'è buffa la vita!-
Ti abbraccio tuo Aldo."


http://www.ponziettore.it/memorie.html 

lunedì 26 dicembre 2011

Posta di Natale nel lager

Anche nel lager puntuale arrivava il Natale, ma gli auguri dovevano "passare" il visto della censura. Andò bene in questo caso e la cartolina postale arrivò a destinazione, quando precisamente non mi è dato di sapere, so invece che fu spedita dal campo di Lipsia il 24 dicembre 1944, la vigilia di Natale, e che da 67 anni arriva puntuale ad ogni nostro Natale. 
Significativa l'immagine evocata da Aldo B., un fidentino rimasto sempre fidentino anche se trapiantato a Milano. L'immagine "sognata" è quella del nostro Duomo. Ma ecco il testo che trascrivo per rileggerlo ancora una volta:

                                       "Duomo? Com'è più bello ed argentino.-
                                         Il noto fischio, un colpo di porta ci scuote.
                                         Era un sogno.-
                                         Com'è buffa la vita!-
                                         Ti abbraccio tuo Aldo."

http://www.ponziettore.it/memorie3.html#natale44

domenica 25 dicembre 2011

Appuntamento con la storia


Appuntamento con la storia il 4 gennaio alle ore 17.30 al Ridotto del Teatro Magnani con la presentazione del volume: "Notte e alba prima di una Cattedrale", di Umberto Primo Censi e Gianandrea Allegri, che narrano, anche attraverso nuove fonti, la storia della Pieve-santuario di Borgo San Donnino dal IX al XII secolo. Il volume è edito dal Comune di Fidenza. (dal sito del Comune di Fidenza).
Il settimanale diocesano "il Risveglio" ha pubblicato venerdì 23 novembre una intervista con gli autori .

Il filmato riprende la facciata del Duomo di Fidenza da un dipinto del Pittore Ettore Ponzi. Della musica e della cantata che accompagna la visione siamo debitori alla Corale "Pueri et Juvenes Cantores" della Cattedrale di Fidenza del Maestro Luca Pollastri. 

giovedì 15 dicembre 2011

La Pieve-santuario di Borgo San Donnino nei secoli IX-XII

Appuntamento con la storia il 4 gennaio alle ore 17.30 al Ridotto del Teatro Magnani con la presentazione del volume: “Notte e alba prima di una Cattedrale”, di Umberto Primo Censi e Gianandrea Allegri, che narrano, anche attraverso nuove fonti, la storia della Pieve-santuario di Borgo San Donnino dal IX al XII secolo. Il volume è edito dal Comune di Fidenza. (dal sito del Comune di Fidenza)


Gli autori

Umberto Primo Censi i suoi interessi di studio e di ricerca sono rivolti in modo particolare alla storia delle istituzioni ecclesiastiche e della società . Tra le sue pubblicazioni anche alcuni fondamentali contributi per la conoscenza del nostro territorio nell’Alto Medioevo e l’affermarsi della potente dinastia dei Pallavicino. Tra lew opere più recenti “Uomini e terra della Cattedrale di Parma  nel Medioevo”(2008)

A Gianandrea Allegri si deve in particolare un’attenta  indagine storico-archeologica sull’antico territorio tra la Via Emilia e il Po compreso  tra il Taro e l’Arda. Nel 1989 ha  collaborato con Carlo Soliani e Paolo Capelli alla stesura del primo volume “Nelle Terre dei Pallavicino”.    

Intervengono

S.E. Mons. Carlo Mazza Vescovo di Fidenza.
Dott. Prof. Marzio Dall’Acqua Soprintendente ai Beni Archivistici dell’Emilia Romagna.
Prof. Lina Callegari Assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Fidenza.
Prof. Guglielmo Ponzi direttore della collana “il Trabucco”.   

lunedì 12 dicembre 2011

Adorazione dei Magi a Roncole Verdi



L'imperdibile incanto del Natale riaffiora anche in questa antica Adorazione dei Magi dipinta sulla parete della navata di destra della Chiesa di Roncole Verdi e accompagnata dalla scritta "Quem genuit adoravit" , da riferirsi ovviamente alla maternità divina di Maria, come osserva Adriano Gervasoni, autore di una interessante guida artistica della chiesa di Roncole.
Nell'affresco databile agli inizi del Cinquecento, la Madonna è seduta e tiene in braccio il Bambino, che sembra ritrarsi intimorito dai Magi, rappresentati nelle varie fogge e diverse età. Da notare l'atteggiamento protettivo di Maria e il gesto di san Giuseppe che addita il piccolo Gesù ai re venuti dal lontano Oriente per adorare il Dio Bambino. Come si può vedere, il Bambino indossa una collanina e un braccialetto in corallo, monili che rispecchiano l'uso del tempo, ma che in questo contesto sembrano assumere un notevole valore simbolico, in quanto evocano il suo futuro sacrificio e la resurrezione.
Dai tratti europei Melchiorre, il più vecchio dei tre Magi, si scopre il capo e si inginocchia per primo, porgendo al Bambino una pisside d'oro, dono che simboleggia la sua regalità; lo segue, in attesa di rendere omaggio al Re dei re, l'asiatico Gasparre, con l'incenso simbolo della divinità e della venerazione che dobbiamo a Cristo; e infine l'africano Baldassarre, con la mirra, il balsamo che prefigura la sua passione e morte. In lontananza un lungo corteo con cavalli e cammelli sintetizza efficacemente l'espressione profetica di Isaia: "Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano; le tue figlie sono portate in braccio" (Is 60, 3-5) . E ancora: "Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba portando oro e incenso e proclamando la gloria del Signore".


Guglielmo Ponzi
(Pubblicato dal settimanale diocesano  il Risveglio, 18 dicembre 2009)

domenica 11 dicembre 2011

Stalag XVIIA: due immagini

Peinture Stalag 17A par A. Williot

L'immagine, tratta da un sito francese, si riferisce al campo di internamento XVIIA localizzato nelle vicinanze di Vienna. Il campo ospitava prevalentemente prigionieri francesi ed inglesi, gli italiani erano qualche centinaio, tra questi per un limitato periodo anche il pittore fidentino Ettore Ponzi. Nel diario questo lager viene ricordato come quello in cui "Feci amicizia con alcuni pittori di altri paesi e potei disegnare e acquerellare molti ritratti, specialmente di francesi che si mettevano in fila e aspettavano il loro turno."

Mons. Bajardi in un dipinto di Antonio Bresciani

Al primo piano dell'antico Vescovado (un insieme architettonico la cui incidenza sul piano urbanistico è stata ben evidenziata da Gianpaolo Gregori nel bel catalogo della mostra dedicata all'Isola del Vescovo), la stanza più grande, che si affacciava verso la piazza del Duomo, fungeva da sala di rappresentanza ed era denominata "sala dei ritratti", in quanto tutt'intorno alla volta ornata a grottesche correva un lungo fregio con inseriti i tondi dei ritratti dei vescovi fidentini. La sequela dei medaglioni affrescati era stata costantemente aggiornata, a partire dal primo vescovo di Borgo, il nobile sarzanese Papirio Picedi eletto nel 1603, fino a monsignor Mario Vianello passato nel 1943 a reggere l'Arcidiocesi di Perugia.

martedì 6 dicembre 2011

La Battaglia di Anghiari ed i buchi del Sindaco Renzi

Copia di Paul Rubens della parte centrale del dipinto di Leonardo da Vinci.
L'originale dovrebbe essere nascosto dal dipinto, stesso soggetto, del  Vasari
 nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze

Si e' conclusa da poche ore la fase di ricerca della 'Battaglia di Anghiari' di Leonardo da Vinci nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. La ricerca, condotta con l'utilizzo di una sonda endoscopica, sull'affresco di Giorgio Vasari si è fermata a 6 dei 7 buchi autorizzati, 14 quelli chiesti dal direttore scientifico dei lavori, l'ingegner Maurizio Seracini. L'esplorazione, che si concluderà a fine mese, si poneva come obiettivo quello di accertare l'esistenza dell'affresco di Leonardo da Vinci sottostante a quello del Vasari.

domenica 4 dicembre 2011

Mario Alfieri: un quadro lungo una vita



Mario Alfieri nasce a San Piero a Sieve il 16 maggio 1931, la famiglia si trasferisce nel 1935 a Fidenza dove inizia a dipingere nel 1952.   Autodidatta non si rifà ad alcuna scuola o maestro in particolare, mantiene stretti rapporti con i pittori Ettore Ponzi ed Oreste Emanuelli.  Bohémien per definizione, riservato esprime tutto con la sua pittura ricevendo numerosi riconoscimenti.