sabato 21 luglio 2012

Il Castello di Borgo distrutto dai parmigiani





Solo nel tardo medioevo la Rocca entrò nello scenario urbanistico di Borgo San Donnino (ora Fidenza) . In quel momento Borgo stava vivendo uno dei momenti più bui della sua storia ed era da anni praticamente disabitato essendo i borghigiani dispersi nel contado od accampati ai bordi del vecchio perimetro cittadino. 
La furia dei parmigiani che si abbatté su Borgo rispettò solo il Duomo il resto fu distrutto e le fortificazioni difensive rase al suolo. Tra queste il Castello di Borgo che non fu più ricostruito. 
La localizzazione del Castello a sud della città contrasta con l'opinione di chi vede la Rocca come in continuità spaziale col vecchio castello. La rocca infatti fu costruita a nord del Borgo sfruttando o meglio praticamente incorporando il poggio che domina la bassa pianura circostante. 
Le pietre, del vecchio castello quelle sì, vennero utilizzate una volta trasportate nel nuovo luogo prescelto per la costruzione fortificata che resistette poi per più di seicento anni prima di essere a sua volta atterrata, non dai parmigiani ma dai borghigiani stessi diventati fidentini per decreto. 
Dal richiamato sacco della città operato dai parmigiani uscirono distrutti anche gli archivi e le memorie locali per cui difficile diventa la ricostruzione della storia di Borgo nel primi secoli del secondo millennio, a questo si deve anche la individuazione della primitiva fortificazione chiamata appunto Castello di Borgo nelle storie tramandate dai documenti della città vicine. 
Un deficit notevole in quanto l'obiettività di molti documenti riguardo alla nostra città può essere incerta.
Ettore Ponzi - Fidenza La piazza Garibaldi con le
rovine della rocca - Olio su tela 40X60  1947
Sull'argomento diamo un ampio stralcio dell'articolo del nostro storico G. Laurini apparso sul periodico diocesano Il Risveglio il 30 aprile 1926 .

.............................
Per quanto avessi finora frugato nei manoscritti dei borghigiani Prev. Pincolini ed Abate Zani, nonché nelle storie del P. Affò e dello Scarabelli, mai non riuscii a stabilire quando possa esser sorta la nostra Rocca. La prima memoria, in cui l'ho vista ricordata è del 31 gennaio 1352. In essa si legge: “si riaprono i corridoi della Rocca e si fanno aggiustare i ponti levatoi”.

Nel 1356 poi, in data 28 luglio, Bernabò Visconti ordina alla comunità di far munire la Rocca.
Queste sono le prime notizie che mi risultano, e da questo momento vediamo spesso nominata la Rocca. Ma prima di questo tempo mai m'incontrai, scorrendo non solo i succitati cronisti e storici, ma anche il Poggiali, il Campi, il Muratori, ecc. nella Rocca di Borgo, bensì nel Castello.
Veggasi per esempio l'Affò (1) il quale, parlando della lotta che infierì durante gli anni 1198 e 1199 tra Piacentini e Parmigiani per il possesso di Borgo, scrive:
“Ed ecco per un miserabil Castello risuonar d'armi tutta la Lombardia ecc.” E nel privilegio, con cui Federico II, nel 1221, concesse ai Borghigiani la piena giurisdizione, più volte è nominato il Castello (Castrum sen Burgum) e non già la Rocca (Arcem). E di nuovo l'Affò (2) parlando di Oberto II Pallavicino, dice che il 18 agosto (1250) prese Borgo S. Donnino, di cui si era fatto investire dall'imperatore “quantunque quel Castello fosse dei Parmigiani”.

Ciò premesso, vediamo ora dove fosse fino dopo la distruzione di Borgo S. Donnino, avvenuta per opera dei parmigiani, nel 1268, allorché questi vinsero Oberto II, la principale fortificazione del nostro paese, cioè il Castello. Non sorgeva per certo ove ora si trova una parvenza dell'antica Rocca, ossia in Piazza Garibaldi ma verso il monte a mezzodì, come ce ne assicurano i nostri cronisti, tra cui il primo il Prev. Pincolini (3).
Io ritengo che la rocca sia sorta, se non dopo il 1268, quando si rifabbricò Borgo. Infatti da questo momento non troviamo più nominato il Castello di Borgo, che fino verso il sec. XIII arrivava non più oltre della presente piazza Garibaldi, in cui si avevano le fosse e le mura.
Infatti nel 1195 la chiesa e il convento di S, Giovanni, presso cui fu riconfermata la lega di Pontida, si trovavano fuori delle mura. Ce lo dice il Sigonio, il quale scrissee: Tertio Kal. Augusti 1195 – Haec autem omnia facta sunt prope Burgum Sancti Domnini juxta monasterium Sancti Ioannis Baptistae. Eadem die Ecclesia supredicti Sancti paulo post, etc. (4).
Ora tanto il suddetto monastero quanto la Chiesa sorgevano appunto dietro l'attuale palazzo comunale.
La contrada, cosidetta di S. Michele, fu iniziata per opera dell'antica e ricca famiglia Pincolini nel 1127, dopo una prima distruzione di Borgo, avvenuta nel 1108. Ma tra questa parte nuova di Borgo e il Borgo antico correva un'area senza abitazioni, all'infuori del soprannominato Convento di San Giovanni.
....................................

l.g.
Note
(1)Storia di Parma, Tom. III -  lib. Pag. 203
(2)Op. Cit. - Tom. III, lib. 12, pag. 237
(3)Mss.
(4)Sigonius – fol. 582.


Nessun commento: